Psicomotricità

I libri vengono riportati in ordine alfabetico per cognome dell'autore


Ambrosini Claudio, Pellegatta Simona - Il gioco nello sviluppo e nella terapia psicomotoria.
Dialogo tra una mamma e il suo bambino poco prima di cena.
Mamma (spazientita): "Ma stai ancora giocando con le figurine?!". Bambino (infastidito): "Mamma, sto attaccando le figurine, non sto giocando!".
Non tutte le attività infantili sono gioco e questo dialogo è indicativo della diversa interpretazione che ne danno adulto e bambino. Si crea così un equivoco che, se è privo di rilevanza nelle naturali relazioni umane tra genitori e figli, diventa rischioso quando si colloca in una relazione di aiuto, sia essa terapeutica o educativa. Il libro si occupa di smontare alcuni stereotipi - quali "il gioco è apprendimento", si "conosce attraverso il gioco", il gioco è "l'attività preferenziale dell'infanzia" - attraverso una ricerca attenta sulle attività infantili nei primi 6-7 anni di vita, un'analisi dei giochi degli adulti, la costruzione di una teoria del gioco in armonia con il pensiero degli studiosi in questo campo e le osservazioni che emergono dal lavoro terapeutico psicomotorio con bambini con diverse tipologie di disturbi. Il volume descrive allora il gioco come un'attività di confine con la realtà e con l'arte, attività creativa che tuttavia, a differenza delle altre, è completamente gratuita. E in questo stanno la ricchezza e il limite: del gioco infatti non rimane traccia e perciò mantiene, eternamente, il suo fascino misterioso.
Erickson, Trento, 2012 (pag.184).
Claudio Ambrosini, Psicomotricista e TNPEE (Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva) vive a Milano dove svolge l'attività professionale presso il Centro RTP (Ricerca e Terapia Psicomotoria) costituito nel 1992 e di cui è socio fondatore. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni tra cui i testi Asilo Nido. Il ruolo educativo, Milano, Laser (1996), La psicomotricità- Corporeità e azione nella costruzione dell'identità, Milano, Xenia (1999), Manuale di terapia psicomotoria dell'età evolutiva, Napoli, Cuzzolin (2005). Ha svolto la sua attività di formatore nell'Istituto di Psicomotricità di Milano, ha collaborato con i Servizi Educativi dell'Infanzia del comune di Milano, ha condotto corsi di aggiornamento presso leASL di diverse regioni italiane. È stato direttore della rivista "Psicomotricità". Attualmente è membro del Comitato Scientifico dell'associazione di categoria ANUPI (Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti e Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva Italiani) ed è docente presso l'Università degli Studi di Milano nei corsi di laurea per TNPEE. È presidente dell'associazione ONLUS milanese Circolo Culturale Giovanile di Porta Romana che è impegnata nel favorire in giovani adulti con sindrome di Down percorsi di costruzione dei possibili processi di autonomia e integrazione.
Simona Pellegatta Psicomotricista, diplomata presso l'Istituto di Psicomotricità di Milano nel 2004. Svolge la sua attività professionale presso l'Unità operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza di Usmate Velate (Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate). Ha collaborato a progetti di autonomia abitativa per ragazzi con svantaggio intellettivo.
Nel 2008 ha partecipato a Genova al VI Congresso ANUPI con un intervento sulle dinamiche del gioco infantile e le relative classificazioni.


Anzieu Annie, Anzieu-Premmereur Christine, Daymas Simone - Il gioco nella psicoterapia del bambino.
Prima del disegno e della parola il gioco costituisce uno dei principali terreni esplorativi della psiche del bambino. Con le sue componenti sensoriali e motorie esso permette un'espressione diretta dell'attività pulsionale. Quest'opera, fondata sullo studio analitico di numerosi casi clinici, è divisa in tre grandi parti che riguardano il gioco nel bambino da zero a cinque anni, nel periodo di latenza e infine lo psicodramma con l'adolescente. Altri capitoli sono dedicati in particolare alla storia della tecnica del gioco nella psicoterapia del bambino, al processo di simbolizzazione e ai problemi dell'interpretazione. Frutto dell'esperienza clinica di tre psicoanalisti, questo libro può diventare uno strumento di consultazione e di riferimento per tutti gli psicologi, psicoanalisti, psicoterapeuti, impegnati nella cura dei bambini.
Edizioni Borla, Roma, 2001 (pag.240)
Annie Anzieu è psicoanalista, membro titolare dell'Associazione psicoanalitica di Francia, vicepresidente della Società europea per la psicoanalisi del bambino e dell'adolescente (SEPEA), ex responsabile del Dipartimento di Psicoterapia all'Ospedale La Salpètrière.
Cristine Anzieu-Premmereur è psicoanalista, allieva della Società psicoanalitica di Parigi, pedo-psichiatra al Centro Alfred Binet a Parigi.
Simone Daymas è medico psicoanalista, membro della società psicoanalitica di Parigi, ex responsabile dell'insegnamento dello psicodramma all'ospedale La Salpètrière.


Barbieri Lina, Peserico Manuela - Psicomotricità e riabilitazione. pensieri e interventi di Cecilia Morosini.
Negli ultimi anni con sempre maggiore vigore si assiste al tentativo, da parte degli studiosi della psicomotricità e degli operatori che la applicano, di promuovere processi di chiarificazione su questa tecnica, i suoi obiettivi, le sue prassi operative ecc. Ed è proprio in questa linea di pensiero e di ricerca che si inscrive questo volume, dedicato al pensiero di Cecilia Morosini, che vuole contribuire a ridurre, almeno parzialmente, la confusione. Per facilitare la lettura e favorire la comprensione del testo riteniamo sostanziale esplicitare le linee guida che ci hanno portate a proporre questa selezione di scritti: il volume è organizzato in una trentina di contributi che percorrono tutta la linea evolutiva del pensiero morosiniano sulla psicomotricità. L'esposizione avviene secondo una scelta cronologica: dai primi lavori del 1970, agli ultimi, degli anni 2000. È particolarmente dettagliata l'evoluzione del pensiero teorico clinico mentre i Contributi tecnico applicativi, nelle diverse utenze, sono più contenuti. Grande attenzione viene posta anche al tema della formazione dello psicomotricista, aspetto di fondamentale importanza: l'iter formativo deve essere specifico a seconda dell'utenza trattata. Infatti per evitare di incorrere in "malpractice" è sostanziale che psicomotricità dell'età evolutiva, dell'adulto e dell'anziano siano diversificate: non è pensabile, né buona prassi, applicare percorsi specifici dell'età evolutiva ad età successive e viceversa.
Edizioni Junior, Parma, 2012 (pag. 239).
Lina Barbieri
Psicologa, psicoterapeuta e psicomotricista. Fondatore e Direttore del Centro di Psicomotricità di Lodi, accreditato con la Regione Lombardia. Professore a contratto per l'insegnamento di Psicomotricità presso il Corso di laurea in Tecnica della riabilitazione psichiatrica afferente alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Statale di Milano, docente presso la Scuola triennale di Formazione in psicomotricità CMP di Brescia. Socio fondatore della FISCOP (Federazione Italiana Scuole ed Operatori della Psicomotricità). Autrice di numerosi articoli sulla Psicomotricità tra cui due libri.
Manuela Peserico Psichiatra e psicoterapeuta, attualmente è docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. È Consigliere Onorario della Sezione Lombarda della Società Italiana di Riabilitazione Psichiatrica e autrice di numerose pubblicazioni sulla riabilitazione psichiatrica e psicosociale.


Belloni Loredana - Psicomotricità in acqua. Percorso educativo e terapeutico
La psicomotricità in acqua è un'attività particolarmente adatta a bambini disabili, poiché l'acqua è un elemento facilitante, il contesto ideale per andare oltre i propri limiti, sia fisici che psicologici. L'autrice presenta in questo libro un programma di acquaticità nato dalla sua pluriennale esperienza rivolto a psicomotricisti, insegnanti e educatori che lavorano con bambini con disabilità motorie. La prima parte a carattere teorico presenta le caratteristiche psicodinamiche dell'acqua e il simbolismo legato ad essa. Nella seconda si analizzano nello specifico gli obiettivi, la strutturazione dell'intervento e la metodologia, dando ampio spazio all'aspetto relazionale, sensoriale, funzionale e ai bisogni del bambino disabile che vengono soddisfatti dall'acqua. L'ultima parte dell'opera è interamente dedicata ad "Acquaticità e integrazione", un progetto per l'integrazione dei bambini disabili in piscina, che viene descritto in tutti i passaggi della realizzazione e delta conduzione, proponendosi come valido spunto metodologico.

Erickson, Gardiolo, 2007 (pag.131).
Loredana Belloni, psicomotricista relazionale formata secondo il percorso di Psicomotricità Relazionale del Prof. André Lapierre e il corso di Analisi Corporea della Relazione presieduto da Anne Lapierre, lavora da anni con bambini con disabilità motorie. Formatasi negli anni '80, alla Scuola del Policlinico di Milano, è terapista della psicomotricità degli Ospedali Riuniti di Treviglio (BG), nel settore di Neuropsichiatria Infantile. È titolare di "Acquaticità e integrazione", un progetto-piscina per l'integrazione dei bambini disabili nato nel 1999 e organizzato dal Comune di Caravaggio. Di questo lavoro ne ha parlato la stampa locale e nazionale e la televisione ne ha fatto argomento di interesse, bene evidenziando la bontà dell'operazione e anche i consensi ottenuti.


Berti Eraldo, Comunello Fabio - Corpo e mente in psicomotricità. Pensare all'azione in educazione e terapia.
Il ruolo primario dell'azione nelle relazioni interpersonali e nella cognizione sociale è stato confermato dalle più recenti ricerche della psicologia dell'età evolutiva e delle neuroscienze. Il presente volume, rivolto primariamente a terapisti della neuro-psicomotricità dell'età evolutiva, psicomotricisti, educatori, insegnanti e psicologi, propone un approccio psicomotorio, da applicare negli ambiti educativo e terapeutico, fondato sulla centralità dell'azione interattiva per la qualificazione delle relazioni di aiuto nella prima e seconda infanzia. L'azione - compiuta, percepita e condivisa - è il motore primo della strutturazione delle memorie, dell'apprendimento, compreso il sistema simbolico, e dell'intersoggettività. Non è un mero atto motorio, ma è una manifestazione primaria della costruzione della realtà. Il corpo diviene quindi produttore e organizzatore di senso, all'interno di azioni che si intrecciano e diventano mezzi e fini di un processo che lo psicomotricista mette in atto. Allo scopo di fornire un supporto teorico credibile e condivisibile, tramite continue esemplificazioni e riflessioni, viene indagato il rapporto fra corpo e mente, proponendo una logica osservativa che privilegia l'interazione e i modi dell'azione che includono e veicolano affettività, intenzioni, scopi, regole sociali e progettualità.
Edizioni Erickson, 2011 (pag. 1184)
Eraldo Berti. Docente incaricato per l'insegnamento di Educazione psicomotoria, presso il corso di laurea in Terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva dell'Università di Padova. Utilizzando gli strumenti della semiotica, ha compiuto assieme a Fabio Comunello ricerche sulla terapia psicomotoria e sull'osservazione e l'analisi della comunicazione non verbale. Svolge attività di formazione per terapisti e educatori ed è coordinatore della biofattoria sociale dell'Associazione Conca d'Oro Onlus. Responsabile per la stessa di progetti europei riguardanti la formazione e l'inclusione lavorativa di disabili in agricoltura. Fa parte di un'équipe che realizza progetti per adolescenti con autismo.
Fabio Comunello.Psicologo e psicoterapeuta, psicomotricista e insegnante di Educazione fisica. È docente incaricato per l'insegnamento di Osservazione del comportamento infantile, presso la Libera Università di Bolzano, e per l'insegnamento di Psicomotricità di gruppo, nel corso di laurea in Terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva presso l'Università di Padova. Con Eraldo Berti ha compiuto ricerche sulla terapia psicomotoria e sull'osservazione e l'analisi della comunicazione non verbale. È presidente dell'Associazione Conca d'Oro Onlus che gestisce una biofattoria sociale e Vicepresidente Nazionale ANUPI.


Bravo Lucrezia, De Agostini Gianluigi - La bambola ....che non ha un nome.
Il libro riporta l'esperienza di interventi psicomotori con bambini vittime di maltrattamento e di abuso sessuale. Vengono evidenziate in modo particolare le profonde implicazioni corporee dei sintomi, così come è possibile sulla base dei principi e con gli strumenti dell'intervento psicomotorio nel suo versante clinico. L'esposizione delle diverse esperienze è accompagnata da una lettura attenta e puntuale da parte dell'autrice e da un'analisi che la stessa propone attraverso la teoria di Bowlby, scelta come modello teorico di riferimento. Il continuo rimando tra il materiale clinico, che esplora i vissuti dolorosi inscritti nel corpo e la teoria dei modelli di attaccamento permette di costruire una cornice di riferimento orientativa alla comprensione delle dinamiche relazionali agite dai bambini. Il libro nasce dall'esigenza dell'autrice di riflettere sul proprio lavoro e di documentare un tipo di intervento, quello psicomotorio, che nell'ambito specifico del maltrattamento e dell'abuso si rivela adeguato ed efficace. La collaborazione ricca e stimolante con Gianluigi De Agostini, medico specialista in Neuropsichiatria Infantile e Neurofisiologia Clinica, accompagna e sostiene la realizzazione di questo libro. Il libro è rivolto non solo a professionisti del settore, ma anche a genitori, insegnanti, educatori.
Edizioni Scientifiche, Bologna, 2007 (pag.129).
Lucrezia Bravo, Psicomotricista, Gestalt counsellor, Formatore, ha operato presso le strutture psico-socio-sanitarie per l'età evolutiva. Attualmente libera professionista e consulente presso strutture educative e terapeutiche per minori. Dopo aver concluso una formazione triennale in formatore e conduttore di gruppi a mediazione corporea presso il C.R.T.I. ha collaborato e coordinato corsi di formazione in psicomotricità presso il C.R.T.I. dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (dal 1989 al 2003).


Basagni Carla - La disgrafia senza dislessia. Dalla diagnosi alla riabilitazione.
Il volume, rivolto a terapisti, insegnanti, grafologi e genitori, affronta il problema della disgrafia, disturbo caratterizzato da una difficoltà esecutiva della scrittura manuale corsiva che la rende scàrsamente leggibile e che colpisce soggetti in età scolare in percentuali ragguardevoli.
Corredato da una parte teorica in cui viene descritto il disturbo della scrittura (disgrafia) in assenza di disturbo della lettura (dislessla), il testo riporta le esperienze di rieducatori professionisti: riflessioni e ipotesi diagnostiche, momenti della terapia, commenti sul percorso terapeutico illustrato dai numerosi disegni e saggi grafici che documentano l'iter riabilitativo dei soggetti. La disgrafia senza dislessia, attraverso la presa in esame di molteplici casi relativi alle diverse tipologie del disfurbo della scrittura, mostra le tappe più importanti del processo di riabilitazione e fornisce puntuali indicazioni non soltanto per affrontare il disturbo, ma anGhe per riconoscerlo nel suo insorgere, consentendo'così di eseguire un'opera di prevenzione e "contenimento" del disturbo stesso.
Edizioni Del cerro, Tirrenuia, 2007 (pag. 145).
Carla Basagni si è laureata in Lett'ere e Filosofia presso l'Università di Firenze. È Consulente grafologa specializzata in "Disgrafie e Rieducazione della Scrittura" presso l'Università di Urbino ed è Presidente dell'Associazione ANGRIS (Associazione Nazionale Grafologi Rieducatori della Scrittura).


Cartacci Ferruccio - Bambini che chiedono aiuto. L'ascolto e la cura nella terapia dell'esperienza.
Di fronte al bambino che chiede aiuto - non solo con le parole - la "terapia dell' esperienza" suggerisce uno spazio, un tempo e un silenzio dove la relazione adulto-bambino possa agire un nuovo ascolto, far emergere un'espressività dalle radici interne, proiezione dell'autentica intima vita di ciascun soggetto. Approccio originale in psicoterapia infantile, ma anche utile riflessione per chiunque operi nel campo della relazione d'aiuto ed educativa, la proposta del testo restituisce il felice e inedito incontro fra diverse prospettive teoriche e metodologiche maturato dall'autore nel corso di una lunga esperienza clinica e formativa, che significativamente risente del suo legame con la corporeità, l'animazione e il teatro. Ne emerge una pratica, meglio un processo, che integra gli assunti della Psicoterapia della Gestalt e della concezione dello sviluppo di Stern con la ricerca psicomotoria, nel ricorso consapevole, che essa è capace di esprimere, alle forme espressive proprie dell'infanzia il gioco e l'azione innanzitutto.
Edizioni Unicopli, Milano, 2002 (pag.171).
Ferruccio Cartacci, psicoterapeuta della Gestalt e psicomotricista, si occupa di clinica e di formazione in ambito educativo e socio-sanitario. Collabora con la cattedra di Pedagogia della psicomotricità della Facoltà di Scienze dell'educazione dell'Università degli studi di Milano-Bicocca


Castagnini Mario - I disturbi dello sviluppo neuro e psicomotorio del bambino - diagnosi e terapia.
Il testo prende in considerazione i punti salienti del problema suddividendolo in due capitoli specifici.
1. La diagnosi: deve fondarsi su dati certi ma deve poter mantenere l'aspetto di alta probabilità più che di certezza. Infatti il dato certo viene dall'anamnesi: il 95% dei bambini con patologia conclamata fa parte di poche categorie di situazioni patologiche o a rischio alla nascita; il dato di alta probalilità di rischio per un futuro patologico se da un lato viene da alcuni segnali particolari sintomatici appunto per un futuro sviluppo anormale, dall'altro ci permette sulla base di questo dato di alta probabilità, di intervenire precocissimamente, garantendoci quindi la più alta probabilità di riuscita nel trattamento.
2. Il trattamento: che deve essere precocissimo e con ben determinate caratteristiche e che può essere sinteticamente così descritto "terapia neurospsicomotoria" su base neuro e psicoevolutiva evocante schemi e modelli di sviluppo innati o congeniti di carattere neuro e psicomotorio, mediante stimoli adatti in posture adeguate, per un tempo sufficiente.
Il tutto corredato da immagini e da schemi che rendono più facile la comprensione della proposta.
Stampato dall'Opera Don Calabria, Via San Zeno in Monte, 23, 37129 - Verona
Castagnini Mario è neurologo e riabilitatore, attualmente collabora con A.R.C. i nostri figli, che ha come scopo la divulgazione della diagnosi precoce adeguata e del trattamento precoce ed efficace nei bambini affetti da disturbi dello sviluppo neuro e psicomotorio

Il libro è liberamente scaricabile senza costo dal sito www.aerreci.org


Formenti Luisa - Psicomotricità a scuola. Promozione del benessere personale e relazionale.
Nato dalla vasta esperienza dell'autrice, questo libro propone la realizzazione di percorsi di psicomotricità per bambini della scuola dell'infanzia e della primaria, corredando il testo di numerose immagini a colori ed esempi concreti. La descrizione delle attività è preceduta da un'introduzione sui principi cardine della psicomo-tricità e sulla sua importanza all'interno della proposta curricolare rivolta all'infanzia. L'autrice illustra un progetto che offre non solo percorsi psicomotori per i bambini, ma anche momenti di osservazione, consulenza e formazione per gli insegnanti, nella prospettiva di una scuola che intende dare spazio al mondo interiore dei bambini e delle bambine, riconoscendo e valorizzando le loro specifiche modalità di espressione e comunicazione: l'azione, l'interazione e il gioco.
Erickson, Gardolo, 2009 (pag.280).
Luisa Fomenti, insegnante, psicornotricista, psicodrammatista, laureata in Pedagogia è Coordinatrice della Sezione Interregionale ANUPI Emilia Romagna e Marche. Lavora da trent'anni all'interno della realtà scolastica, occupandosi d'integrazione, prevenzione del disagio e promozione del benessere, integrando l'approccio psicomotono con i metodi. dello psicodramma classico moreniano.


Formenti Luisa (a cura di) - Psicomotricità Educazione e Prevenzione. La progettazione in ambito socioeducativo.
Quale è il modo migliore per gli psicomotricisti di rapportarsi alle diverse realtà socioeducative? Come si possono realizzare attività psicomotorie in un contesto scolastico? Questo libro è una vera e propria guida alla progettazione di percorsi per sviluppare le abilità psicomotorie in bambini dai 3 agli 8 anni. Oltre a presentare i concetti fondamentali della psicomotricità e dell'intervento educativo-preventivo, propone alcune riflessioni orientative e diversi strumenti di lavoro da cui gli psicomotricisti, i docenti e il personale educativo potranno trarre ampiamente spunto. Il testo vuole sostenere lo sviluppo di una cultura psicomotoria diffusa, che operi a favore del benessere dell'infanzia, ma anche degli adulti che l'accompagnano nel suo cammino di crescita, riconoscendone e valorizzandone la dimensione espressiva più profonda: quella del corpo in gioco. I suggerimenti per la progettazione di un percorso educativo e preventivo sono inoltre accompagnati e completati da parametri di qualità e strumenti operativi di progettazione e verifica.
Erickson, Gardolo, 2006 (pag.310).
Contributi di: Claudio Buccheri, Ferruccio Cartacci, Donata Castiello, Anton Maria Chiossone, Patrizia Coppa, Luisa Formenti, Andrea Giammarco, Paola Manuzzi, Giuseppe Nicolodi e Maria Piscitello.


Gilberto Gobbi (a cura di), Il corpo in gioco. Prevenzione ed educazione psicomotoria in ambito educativo-pedagogico.
Il corpo in gioco è parte integrante del progetto sperimentale formativo di Percorsi di gioco e movimento, attuato nel biennio 1999-2000, in sette comuni del Distretto Sanitario 3 della Valpolicella (USL 22 del Veneto), collocato in un territorio vasto e diversificato tra pianura, collina e montagna. Sotto l'aspetto organizzativo rientra tra le finalità della Legge 285 del 28 agosto 1997.
Il corpo in gioco è una sperimentazione educativo-formativa, che ha visto coinvolto i bambini, le operatrici della scuola, i genitori dei bambini in attività formative psicomotorie di vari plessi scolastici della scuola pubblica e non del settore materno-infantile. Si è partiti dal presupposto che, se il bambino è il soggetto-oggetto del processo educativo, gli operatori e i genitori sono profondamente partecipi sia come stimolatori e orientatori delle potenzialità educative e sia come agenti devianti di tale processo. Assumere come base del processo educativo, nelle sue varie fasi e tappe, lo sviluppo psicomotorio del bambino, significa assumere il bambino nella sua totalità per progettare e sperimentare nuovi modelli educativi, seguendo lo sviluppo di abilità manuali, cognitive, psicoaffettive e comunicazionali, in sintonia con il processo di maturazione della personalità.
Il corpo in gioco - nella sua attivazione e attuazione - ha messo in moto un vasto processo di ricerca, di studio e di sperimentazione suscettibile di notevoli sviluppi. Il presente lavoro sperimentale si colloca in questo percorso educativo-preventivo di psicomotricità, nei suoi vari aspetti interdisciplinari. In esso il corpo non è solo lo strumento, ma il soggetto di molte attività educative e formative interdisciplinari, in cui il bambino è protagonista e diviene capace di esprimersi, di collocarsi nello spazio, di vivere il tempo, di liberare le barriere interne ed esterne, di saper relazionarsi, di correggere eventuali disfunzioni dello schema corporeo e dell'immagine di sé e di prevenire ulteriori disfunzioni.

Edizione ReS, Verona 2002 (pag.143).
Gilberto Gobbi, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo. Direttore dello Studio Kairòs, Verona.


Lapierre André - Dalla psicomotricità relazionale all'analisi corporea della relazione.
L'autore colloca la sua riflessione in un'ottica freudiana, in quanto il gioco libero e senza giudizio è l'equivalente, a livello di espressione corporea, dell'associazione libera a livello di espressione verbale. Tuttavia, egli infrange il doppio divieto del toccare, sottolinea l'importanza fondamentale del desiderio fusionale, insiste sul simbolismo degli oggetti e colloca l'antagonismo delle pulsioni non più tra Eros e Thanatos, ma tra Eros e Ares, Amore e Guerra. La regressione, la catarsi e le modificazioni dello stato di coscienza sono poste a confronto con le attuali conoscenze sui neurotrasmettitori.
Armando Editore, Roma, 2001 (pag.192)
André Lapierre, studente presso l'Ecole Normale Supérieure d'Education Psysique (Scuola Normale Superiore di Educazione Fisica), André Lapierre insegna kinesiterapia a Parigi dal 1946, anno della creazione in Francia di tale terapia. Pubblica un'opera ponderosa, La rieducazione fisica, che servirà da fondamento agli studenti in Europa e America Latina. Per quindici anni lavora con i bambini in un Centro di Rieducazione Fisica e pratica, a livello privato, la vertebroterapia. La sua esperienza lo porta a rimettere in discussione il suo orientamento meccanicistico e ad attribuire un'importanza sempre crescente alla qualità della relazione. Insieme a Bernard Aucouturier, è tra i creatori della psicomotricità e pubblica, successivamente, numerose opere che saranno tradotte in italiano, spagnolo e brasiliano. Inizialmente orientato, in una concezione piagetiana, verso gli aspetti cognitivi della motricità, si sposta poco a poco verso una concezione sempre più marcatamente psicanalitica dell'espressione motoria che lo porterà a dare vita alla psicomotricità relazionale e in seguito, in collaborazione con la figlia Anne, 'a strutturare l'Analisi Corporea della Relazione. Il suo iter professionale gli permette una esperienza molto diversificata, maturata nel corso degli anni, con bambini più o meno patologici, con bambini in tenera età a titolo di profilassi mentale, e con gruppi di adulti in Europa, Canada e America Latina.


Paesani Giovanna - Bambini in movimento.120 giochi e percorsi di psicomotricità.
Giocare per crescere. Giocare per conoscersi. Giocare per apprendere. Ogni movimento è sempre un'esperienza emotiva esaltante che il bambino interiorizza e registra nella memoria corporea. Perché il gioco è per lui il mezzo più efficace per soddisfare il suo bisogno di espressione e di relazione spontanea con gli altri. Lasciare giocare i bambini col corpo è, dunque, una fondamentale azione educativa. Se siete convinti dell'importanza della sperimentazione corporea e sensoriale nella maturazione fisica e mentale del bambino, allora avete tra le mani il libro che cercavate. Questo manuale è rivolto agli insegnanti della scuola dell'infanzia e primaria, ma anche a insegnanti di educazione fisica, animatori o educatori che operano in palestra o in altri ambiti con bambini dai tre agli otto anni, ma si può anche utilizzare in campo terapeutico con soggetti che hanno difficoltà e ritardi psicomotori. Contiene una ricca gamma di esercizi e giochi motori scaturiti da una lunga esperienza in palestra e nella scuola con bambini di questa età. Giochi da fare in uno spazio attrezzato, in un cortile o anche con la musica. E, poi, giochi giusti per ciascun gruppo di bambini, perché il livello motorio raggiunto può fare la differenza e rendere un gioco troppo difficile o troppo noioso oppure semplicemente divertente. Come un manuale facile e immediato può essere utilizzato per eseguire un percorso annuale di psicomotricità oppure per integrare e arricchire la propria attività educativa in questo ambito. Giocare per credere.
Ed. la meridiana, Molfetta, 2011 (pag. 143)
Giovanna Paesani, laureata in Scienze Motorie, insegna psicomotricità e ginnastica preparatoria ai bambini dai tre ai sei anni. È insegnante di ruolo nella Scuola dell'Infanzia e dirige una libreria per ragazzi in cui svolge anche attività laboratoriali con i bambini. Ama scrivere romanzi, racconti, favole e soprattutto filastrocche in rima per i più piccoli.


Risoli Annalisa (acura di) Disprassia in età evolutiva e riabilitazione
La disprassia può provocare fragilità nelle attività della vita quotidiana, nell'area del linguaggio, problemi emozionati e disturbi di apprendimento, in relazione all'area funzionale più interessata e all'evoluzione delle manifestazioni nella crescita. Il volume offre agli operatori della riabilitazione un quadro della disprassia che si avvale delle più recenti conoscenze neuroscientifiche e un approccio terapeutico frutto di una pluriennale esperienza con i bambini disprattici e con le loro famiglie. Il modello d'intervento proposto valorizza il lavoro del team riabilitativo, in cui le varie figure professionali coinvolte possono condividere e arricchire competenze per rispondere al meglio alle esigenze del soggetto. Sono presentate modalità valutative funzionali al trattamento e un approccio riabilitativo che guarda agli aspetti spazio-temporali e al processo esecutivo che il bambino mette in atto nelle attività. Infine, sono fornite indicazioni pratiche per gli insegnanti e le famiglie, altri poli indispensabili nella presa in carico riabilitativa.
Carocci, Roma, 2016 pagg.266.
Annalisa Risoli, medico specialista in Medicina fisica e Riabilitazione, svolge attività clinica, di formazione e ricerca in riabilitazione neurologica e neuropsicologica. È professore a contratto nell'Università degli Studi di Milano e in master universitari della facoltà di Psicologia
dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. È ideatrice del metodo riabilitativo SaM (Sense and Mind), cofondatrice dell'Associazione Spazial Mente APS e referente del gruppo territoriale dell'Associazione Italiana Disprassia dell'Età Evolutiva (AIDEE) di Milano.


Russo Roberto Carlo - Diagnosi e terapia psicomotoria.

L'autore nell'affrontare la trattazione della diagnosi e terapia psicomotoria parte dal presupposto indispensabile di considerare il "problema del bambino", sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico, nel complesso sistema di dinamiche relazionali e di reciproci influssi e condizionamenti ambientali; in particolare entrano in gioco tre tipi di forze: il bambino con la sua spinta evolutiva, i modelli parentali e quelli sociali.
L'impostazione del lavoro tiene conto della globalità della persona che si forma attraverso un percorso nel quale si intersecano e interagiscono le caratteristiche costituzionali del bambino, la composizione del nucleo familiare, la personalità dei genitori, la variabilità dei modelli di riferimento, gli eventi ed esperienze del bambino nell'ambito familiare e sociale, le contraddizioni tra i modelli, l'eventuale variabilità degli ambienti, il periodo di comparsa dei disturbi, la sensibilità dell'adulto verso il problema, la tipologia del comportamento del bambino e le sue variabili nel percorso evolutivo. Tutti questi fattori sono fondamentali sia per la definizione della diagnosi che per l'approccio alla terapia.
La valutazione psicomotoria che viene presentata, oltre ad analizzare la modalità d'essere del bambino nella relazione con l'altro, dovrà valutare l'organizzazione della motricità, delle informazioni, della conoscenza del sé corporeo, della capacità di organizzazione spazio-temporale, della comunicazione, dell'espressione grafica, dei processi attentivi e della emozionalità nei suoi aspetti affettivi ed emotivi.
L'analisi dei disturbi dell'atto motorio apre una nuova modalità di valutazione che, oltre a considerare le strutture competenti e l'eventuali disfunzioni, considera anche le modalità organizzative tipiche di uno stile psicomotorio correlabile sia alle caratteristiche costituzionali che a determinati influssi dei modelli parentali. Le principali sindromi psicomotorie, le sindromi relazionali d'interesse psicomotorio e l'impaccio del movimento, vengono riviste dall'autore con una nuova impostazione rispetto alle precedenti. L'aspetto originale risiede nel significato dato alla terapia, nel tipo di setting, nell'identificazione degli obiettivi e nella modalità di conduzione della terapia che presentano caratteristiche innovative e maggiormente centrate sul "bisogno" evolutivo del bambino. Viene affermata l'indispensabilità del supporto alle figure genitoriali e sociali (da parte dello psicologo o del neuropsichiatra infantile) per raggiungere, attraverso una proficua collaborazione, gli stessi obiettivi. Alla fine del libro viene riportato un glossario dei termini specifici per favorire una più valida comunicazione tra gli addetti ai lavori.

Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 2000 (pag. 232).
Roberto Carlo Russo è nato e vive a Milano, laureato in Medicina nel 1962, specializzato in pediatria e neuropsichiatria infantile, ha prestato servizio presso l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Milano e presso l'Ospedale Corberi. Dal 1975 al 1998 è stato responsabile di Servizi Territoriali di Neuropsichiatria Infantile. Dal 1999 è docente di Clinica e terapia della Psicomotricità per il corso di Laurea in Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva presso l'Università di Pavia. Ha condotto ricerche specifiche sull'evoluzione normale e patologica del bambino, sugli effetti dei modelli genitoriali, sull'organizzazione della personalità del bambino. Ha studiato e sviluppato una sua modalità d'intervento psicomotorio e psicoterapico con il bambino, correlata ad una presa in carico psicologico-educativa dei genitori, una collaborazione con le insegnanti e una supervisione alle figure terapeutiche. Ha pubblicato oltre 80 lavori e 9 libri tra cui: Indagini in neuropsichiatria infantile. (1994); Il gioco delle parti. (1997); Diagnosi e terapia psicomotoria (2000); Sviluppo neuropsicologico del bambino. (2002); Evoluzioni e disturbi del movimento (2003); Il senso del movimento in psicoterapia infantile. (2007).


Russo Roberto Carlo - Il gioco delle parti.
La storia evolutiva dei popoli e relativi usi e costumi, e le travolgenti modifiche tecnologiche, hanno portato variazioni comportamentali nell'individuo, a volte con significato di positivo adattamento alle modifiche sociali in atto, a volte con risposte decisamente anormali e in opposizione alle necessità biologiche sia del bambino che dell'adulto. Facilmente le insicurezze per l'allevamento, i timori per i rischi, gli eccessi di protezione, le modalità alimentari, la regolazione dei ritmi giornalieri, gli stimoli evolutivi, le attività ludiche, creano una quantità di quesiti, la cui risposta richiede, per essere produttiva, l'adattamento alle capacità recettive del bambino da parte dell'ambiente.
Il confronto tra il "sistema bambino - ambiente", considerabile nella norma, e le situazioni di competenza neuropsichiatrica infantile, hanno portato a considerare spesso molto sfumato il limite tra la norma e la patologia; inoltre, si è potuto notare, a partire da una potenziale normalità di sviluppo, delle cospicue differenze nell'evoluzione dei disturbi relazionali, a seconda della tipologia individuale, dei modelli parentali e sociali, degli eventi personali e familiari, del periodo e tipo d'intervento, della presenza o assenza del supporto educativo e/o terapeutico ai modelli di riferimento.
L'approccio allo studio e applicazione nella pratica terapeutica delle modalità d'intervento psicomotorio, iniziato negli anni sessanta, hanno permesso di avvicinarsi sempre più al mondo del bambino ed a rapportarsi con lui nel rispetto e in accordo con le sue modalità espressive e comunicative. L'entrata nella sua dimensione spaziale e simbolica, e la disponibilità sintonica con i suoi vissuti, hanno aperto un nuovo percorso terapeutico, in cui la partecipazione agita in qualità di figura plasmabile alle necessità evolutive è diventata fondamentale per un più proficuo e rapido processo terapeutico.
Scopo principale del libro è la presentazione delle basi per la psicoterapia dell'agito a mediazione corporea, modalità di conduzione terapeutica che permette al bambino di vivere in senso costruttivo o ricostruttivo le problematiche nel rispetto della sue caratteristiche espressive. L'impostazione e lo sviluppo della terapia dovrà rispettare un ottica globale, che tenga in considerazione l'interazione tra i seguenti fattori: l'organizzazione sociale, i modelli parentali nelle diverse fasi evolutive, la tipologia di base del bambino e la somma delle esperienze vissute, le modalità di comunicazione all'ambiente del propio malessere e le motivazioni del bambino. Nel contempo si afferma l'indispensabilità di promuovere adeguati interventi di sostegno alle figure parentali e sociali per procedere, pur con strumenti e modalità diverse, verso obiettivi comuni.

Edizioni scientifiche CSIFRA, Bologna, 11997 (pag. 245)
Roberto Carlo Russo è nato e vive a Milano, laureato in Medicina nel 1962, specializzato in pediatria e neuropsichiatria infantile, ha prestato servizio presso l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Milano e presso l'Ospedale Corberi. Dal 1975 al 1998 è stato responsabile di Servizi Territoriali di Neuropsichiatria Infantile. Dal 1999 è docente di Clinica e terapia della Psicomotricità per il corso di Laurea in Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva presso l'Università di Pavia. Ha condotto ricerche specifiche sull'evoluzione normale e patologica del bambino, sugli effetti dei modelli genitoriali, sull'organizzazione della personalità del bambino. Ha studiato e sviluppato una sua modalità d'intervento psicomotorio e psicoterapico con il bambino, correlata ad una presa in carico psicologico-educativa dei genitori, una collaborazione con le insegnanti e una supervisione alle figure terapeutiche. Ha pubblicato oltre 80 lavori e 9 libri tra cui: Indagini in neuropsichiatria infantile. (1994); Il gioco delle parti. (1997); Diagnosi e terapia psicomotoria (2000); Sviluppo neuropsicologico del bambino. (2002); Evoluzioni e disturbi del movimento (2003); Il senso del movimento in psicoterapia infantile. (2007).


Russo Roberto Carlo - Evoluzione e disturbi del movimento. Basi e nuove prospettive per conoscere il bambino.
L'obiettivo del libro è quello di affrontare in termini approfonditi l'organizzazione ed evoluzione degli schemi motori con le sue variabili ai limiti tra la norma e la patologia e le caratteristiche anomale sostenute da fattori organici e/o relazionali. Viene sottolineata l'importanza degli effetti negativi dei disturbi motori sul piano cognitivo e relazionale. La valutazione motoria viene proposta tramite le attività di gioco normalmente in uso nel bambino; tale modalità permette di cogliere la reale organizzazione del movimento con i suoi riflessi sulle strategie motorie, sulle abilità, sull'impegno economico e sulla carica emozio-nale espressa. In particolare viene affrontata l'evoluzione degli schemi motori nelle diverse attività e rapportate al tipo di esperienze fatte. Importante sottolineare la nuova e personale valutazione motoria delle attività di gioco tipiche del bambino e, ove possibile, le relative correlazioni neurofunzionali. Viene trattata (già presentata nel 1985) l'originale impostazione della progressione evolutiva dell'atto motorio, tramite il passaggio dal coordinamento, all'inibizione della diffusione dello stimolo e al processo d'integrazione somatica. L'analisi dei disturbi dell'atto motorio permette di identificare una serie di fattori dipendenti dai processi funzionali di specifiche strutture; sono anche riportate una serie di test per la valutazione specifica di alcuni settori dell'ambito motorio. Nel libro viene affrontato lo studio della genesi delle diverse competenze a partire dalle prime fasi di vita e a seguire le prime attività volontarie, i meccanismi difensivi e le prassie. L'autore non si limita ad affrontare l'evoluzione e i disturbi del movimento, ma imposta tale argomento in un'ottica di globalità nella quale le potenzialità motorie rappresentano lo strumento essenziale per conoscere e rapportarsi nella vita. Per permettere di comprendere meglio quanto esposto, al libro è allegato un DVD che riporta le immagini dell'evoluzione normale di specifiche attività, delle patologie dell'atto motorio e dell'organizzazione motoria in due patologie psicomotorie: la debilità motoria, l'insufficiente inibizione motoria.
Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 2003 (pag. 165)
Roberto Carlo Russo è nato e vive a Milano, laureato in Medicina nel 1962, specializzato in pediatria e neuropsichiatria infantile, ha prestato servizio presso l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Milano e presso l'Ospedale Corberi. Dal 1975 al 1998 è stato responsabile di Servizi Territoriali di Neuropsichiatria Infantile. Dal 1999 è docente di Clinica e terapia della Psicomotricità per il corso di Laurea in Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva presso l'Università di Pavia. Ha condotto ricerche specifiche sull'evoluzione normale e patologica del bambino, sugli effetti dei modelli genitoriali, sull'organizzazione della personalità del bambino. Ha studiato e sviluppato una sua modalità d'intervento psicomotorio e psicoterapico con il bambino, correlata ad una presa in carico psicologico-educativa dei genitori, una collaborazione con le insegnanti e una supervisione alle figure terapeutiche. Ha pubblicato oltre 80 lavori e 9 libri tra cui: Indagini in neuropsichiatria infantile. (1994); Il gioco delle parti. (1997); Diagnosi e terapia psicomotoria (2000); Sviluppo neuropsicologico del bambino. (2002); Evoluzioni e disturbi del movimento (2003); Il senso del movimento in psicoterapia infantile. (2007).

Russo Roberto Carlo - Il senso dell'azione in psicoterapia infantile. La terapia individuale e il supporto all'ambiente.
L'impostazione psicoterapica infantile presentata in questo libro si contraddistingue sia per il tipo di approccio che per la conduzione terapeutica; l'attenzione terapeutica è rivolta alla Persona nella sua globalità con particolare attenzione alle dinamiche che interagiscono tra i vissuti, le motivazioni e le potenzialità del bambino; l'alleanza con il bambino avviene nel rispetto e nell'accettazione dell'identità della persona e delle relative caratteristiche, favorendo l'istituirsi di una base sicura con il terapeuta. Il mediatore terapeutico è l'attività ludica che faciliti l'emergere del vissuto del bambino tramite il gioco simbolico, le produzioni fantasmatiche e l'immaginario. Il percorso terapeutico ha come presupposto di permettere al bambino di vivere concretamente le problematiche assieme al terapeuta al fine di favorire l'emergere dei significati psicodinamici delle problematiche. Per il bambino è l'inizio di un nuovo percorso che aiuterà a scoprire le proprie potenzialità di elaborazione delle dinamiche e fornirà la possibilità di riviverle concretamente assieme al terapeuta. Vivere un diverso adattamento della situazione in atto assume per il bambino un'alta valenza evolutiva in quanto è tramite l'azione che nell'infanzia si verificano le regressioni favorevoli che portano ad una rielaborazione positiva dell'organizzazione del sé. L'evoluzione delle tematiche tramite l'azione permetterà d'impostare nuove tracce psichiche atte a porre le basi per il passaggio, ove necessario, dal presimbolico al simbolico e da questo al pensiero. La terapia stimola progressivamente il processo di autonomia, il rinforzo della fiducia del Sé, il raggiungimento della socializzazione, nel rispetto delle potenzialità e dei bisogni del bambino. Il terapeuta è la figura che accompagna il bambino nel nuovo percorso e che faciliterà i passaggi evolutivi tramite il gioco, l'immaginazione, il disegno, il racconto di sé e le produzioni fantasmatiche. Il bambino riportando il frutto dell'elaborato terapeutico nelle relazioni parentali e sociali, frequentemente compromesse in quanto causa o concausa dei disturbi infantili, spesso non ha un riscontro di cambiamento e di maggiore attenzione alle proprie necessità evolutive. Per tale motivo risulta indispensabile fornire un aiuto alla famiglia e una attiva collaborazione con le figure scolastiche.
Le patologie infantili vengono affrontate secondo un intervento globale articolato in tre momenti strettamente correlati tra loro (pur avendo ognuno il proprio strumento di lavoro): la psicoterapia, il supporto parentale e la collaborazione con le strutture scolastiche ed educative. La possibilità d'integrare questi tre ambiti, favorisce una progressione terapeutica adeguata alla realtà in cui vive il bambino; esso spesso si trova ad essere il portatore di un problema che a volte è solo il sintomo di un malessere della vita familiare o di quella sociale. La psicoterapia, il supporto familiare ed educativo necessitano momenti di confronto e di adattamento ai nuovi obiettivi che si definiscono durante il percorso terapeutico del bambino. Il lavoro di sostegno e di counseling ai genitori e la collaborazione con le figure scolastiche ha come obiettivo primario quello di fornire un aiuto per la comprensione e l'elaborazione delle problematiche del bambino. Questi interventi devono presupporre una comunità d'intenti volta ad evidenziare anche le eventuali difficoltà di comunicazione tra le parti, ad evitare gli isolamenti colpevolizzanti dei genitori, a rafforzare le indispensabile alleanze tra le figure in gioco. Questo lavoro di rete avrà una riflessione positiva sulla vita del bambino.
Casa Edidrice Ambrosiana, Milano, 2007 (pag.250)
Roberto Carlo Russo è nato e vive a Milano, laureato in Medicina nel 1962, specializzato in pediatria e neuropsichiatria infantile, ha prestato servizio presso l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Milano e presso l'Ospedale Corberi. Dal 1975 al 1998 è stato responsabile di Servizi Territoriali di Neuropsichiatria Infantile. Dal 1999 è docente di Clinica e terapia della Psicomotricità per il corso di Laurea in Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva presso l'Università di Pavia. Ha condotto ricerche specifiche sull'evoluzione normale e patologica del bambino, sugli effetti dei modelli genitoriali, sull'organizzazione della personalità del bambino. Ha studiato e sviluppato una sua modalità d'intervento psicomotorio e psicoterapico con il bambino, correlata ad una presa in carico psicologico-educativa dei genitori, una collaborazione con le insegnanti e una supervisione alle figure terapeutiche. Ha pubblicato oltre 80 lavori e 9 libri tra cui: Indagini in neuropsichiatria infantile. (1994); Il gioco delle parti. (1997); Diagnosi e terapia psicomotoria (2000); Sviluppo neuropsicologico del bambino. (2002); Evoluzioni e disturbi del movimento (2003); Il senso del movimento in psicoterapia infantile. (2007).


Wille Anne-Marie, Ambrosini Claudio - Manuale di Terapia Psicomotoria dell'Età Evolutiva.
Il "Manuale di psicomotricità dell'età evolutiva" è una sintesi dell'esperienza trentennale degli autori maturata in ambito clinico, in modo prevalente con bambini e adolescenti, ed attraverso l'insegnamento della disciplina. Si rivolge nei suoi contenuti in particolar modo all'età evolutiva e all'intervento psicomotorio stesso. Il manuale presenta il contesto storico in cui è nata la psicomotricità in Italia, fornisce nozioni molto precise sulla metodologia di base della terapia psicomotoria e ne illustra gli ambiti di intervento e potenzialità terapeutiche, con particolare riguardo per l'età evolutiva. Il testo, approfondito in tutte le sue parti e arricchito da esemplificazioni cliniche, fornisce anche "ai non addetti ai lavori" un'idea chiara su quali siano le competenze di un terapista della psicomotricità e aiuta a capire che cosa accade nella stanza tra operatore e bambino durante una seduta. Dopo un'ampia trattazione teorica, gli autori dedicano una parte del manuale all'applicazione clinica della psicomotricità, definendo i disturbi di maggior interesse in tale ambito.
Cuzzolin Editore, Napoli, 2005 (pag.423)
Anne Marie Wille, diplomata in Riabilitazione Psicomotoria all'Università.di Ginevra, ha compiuto studi di ritmica e pianoforte presso l' Institut Jacques Dalcroze della stessa città. È Terapista della Psicomotricità, docente formatore di Psicomotricisti e Terapisti della Riabilitazione. Ha fondato e dirige l'Istituto di Psicomotricità di Milano dove vive e lavora. E professore a contratto presso l'Università di Pavia (Facoltà di Megicina, diploma di laurea per Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva). Autrice di varie pubblicazioni tra cui: Il bambino ipercinetico e la terapia psicomotoria (1989),Il ragazzo nella nebbia (1991), Il bambino di poche parole (1994), La terapia psicomotoria nei disturbi minori del movimento (1996), Il gigante silenzioso (2001), Il corpo musicale (2005).
Claudio Ambrosini, nato a Milano, città in cui vive e lavora. È Terapista della Psicomotricità dell'Età
Evolutiva e formatore presso il Centro RTP (Ricerca e Terapia Psicomotoria) dj cui è socio fondatore (1992). Dal 1981 ha un incarico di docenza presso l'Istituto di Psicomotrocità di Milano. È stato Direttore Responsabile e Scientifico di Psicomotricità, rivista dell'ANUPI (Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti Italiani, incarico ricoperto dal 1997 (anno di fondazione della rivista) al 2001; attualmente ricopre l'incarico di Direttore Responsabile. Ha pubblicato: Asilo Nido - Il ruolo educativo (1996) e La psicomotricità - Corporeità e azione nella costruzione dell'identità (1999).


Wille Anne-Marie - L'Inibizione Psicomotoria. L'azione tesa e l'azione sospesa.
L'inibizione è un insieme di meccanismi fisiologici neurali, cognitivi ed emotivi, senza i quali l'essere vivente non potrebbe sopravvivere. Il tema di questo lavoro riguarda invece l'inibizione in un'accezione negativa, intesa come "non poter agire" o "agire nel disagio". L'inibizione può colpire ciascuno di noi, e in tal caso la si può considerare come un processo adattivo, ossia come un meccanismo di difesa contro l'ansia e la paura. Tuttavia, quando questo meccanismo non è più una semplice reazione, bensì una condizione permanente, essa stessa diventa fonte di ulteriore disturbo, come l'Inibizione Psicomotoria (IPM) del bambino che non è una sindrome, ma una reazione dell'organismo che colpisce in modo specificò l'atto motorio. Secondo i casi, le cause dell'inibizione e la sua espressione sono differenti: dall'azione sospesa nella condizione di inerzia, di chi non sa progettare o programmare un'azione, e nella condizione di conflittualità in cui non si riesce a decidere di agire, fino all'azione tesa del maldestro che manifesta il suo disagio mentre esegue i movimenti. L'IPM è quasi una sfida per il terapista della psicomotricità che si confronta con chi evita il movimento, vissuto come disagio, anziché come espressione gioiosa. L'allentamento, o la scomparsa del sintomo diventano possibili solo se il terapista si accosta al problema con la prudenza e le strategie del gatto, che esplora un nuovo ambiente, prima di trovare un nicchia confortevole.
Cuzzolin Editore, Napoli, 2007 (pag.140)
Anne-Marie Wille diplomata in Riabilitazione Psicomotoria all'Università di Ginevra, ha compiuto studi di ritmica e pianoforte presso l'Institut Jacques Dalcroze della stessa città. Terapista della Psicomotricità, docente formatore di Psicomotricisti e Terapisti della Riabilitazione. Ha fondato e dirige l'Istituto di Psicomotricità di Milano dove vive e lavora. Dal 1998 è professore a contratto presso l'Università di Pavia (Facoltà di Medicina, diploma di laurea per Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva). Autrice di varie pubblicazioni tra cui: Il bambino ipercinetico e la terapia psicomotoria (1989), Il ragazzo nella nebbia (1991), Il bambino di poche parole (1994), La terapia psicomotoria nei disturbi minori del movimento (1996), Il gigante silenzioso (2001), Il corpo musicale (2005). Per i tipi della Cuzzolin Editore ha pubblicato nel 2005 Manuale di terapia psicomotoria dell'età evolutiva.


Wille Anne-Marie. La musica nella terapia psicomotoria
Il libro presenta un modello di psicomotricità che utilizza la mu­sica come strumento per sintonizzarsi con lo stato emotivo del bambino, favorendo la liberazione della sua espressività corporea. Dalla scelta del brano musicale fino all'improvvisazione in prima persona, l'adulto sostiene e accompagna il bambino creando quel clima emotivo e relazionale peculiare della pratica psicomotoria e ne migliora la coordinazione motoria grazie a specifiche proposte ritmico-musicali.
Il volume si rivolge a tutti i professionisti impegnati nel mondo edu­cativo e riabilitativo infantile e ai genitori che intendano sperimenta­re una tale modalità di relazione con il loro bambino per valorizzare il suo piacere di sentirsi, viversi, essere. Esplicitando i principi e gli obiettivi teorici e metodologici della psicomotricità, il testo pre­senta una concreta programmazione didattica composta da orga­nizzazione di spazi, tempi, materiali e disponibilità dell'adulto che costituiscono la specificità tecnica e professionale del setting psi­comotorio. Questa programmazione può così diventare un valido strumento pedagogico per rispondere alle esigenze espressive del bambino oltre che un'efficace risposta preventiva nei confronti del disagio infantile.
Erikson, Trento, 2016, pagg.119.
Anne-Marie Wille è terapista della psicomotricità ed esperta di musica, diplomata nel 1966 presso l'Università di Ginevra. Nel 1977 ha fondato a Milano l'Istituto di Psicomotricità dove svolge la professione e organizza corsi di formazione e specializzazione per operatori dell'educazione e della riabilitazione. È stata docente a contratto presso l'Università di Pavia nel corso di laurea per terapisti della neuropsicomotricità dell'età evolutiva. Ha creato un proprio metodo d'intervento psicomotorio rivolto principalmente ai disturbi della coordinazione motoria e a quelli dello spettro autistico. È autrice di dieci libri in cui espone le basi teoriche e le modalità tecniche con cui pratica la sua professione con i suddetti ambiti della patologia infantile.