Seminari
attivabili presso il CSPPNI S.r.l. ®
o presso altri ENTI
per tutti i Seminari vengono
richiesti i crediti ECM
1. La terapia psicomotoria nelle Sindromi con Spettro Autistico 20 crediti ECM (27-28 novembre 2010)
2. Il supporto ai modelli parentali e sociali nelle psicoterapie infantili
3. L'aggressività in terapia psicomotoria
4. Aggiornamento sulla valutazione funzionale e genesi psicodinamica nelle patologie psicomotorie
5. Aggiornamento sui disturbi del comportamento del bambino (disturbi della condotta): psicodinamica e obiettivi terapeutici
6.
Valutazione Psicomotoria. Protocollo di
osservazione, valutazione e di applicazione pratica di test specifici. 19
crediti ECM
7. Corso di Formazione
Psicocorporea.
Scheda d'iscrizione al Seminario
1. La terapia psicomotoria nelle Sindromi con Spettro Autistico.
20
crediti ECM (23-24 ottobre 2010)
Questo gruppo di patologie presenta caratteristiche a volte molto differenti le une dalle altre, ma con un comune denominatore rappresentato da anomalie del comportamento e della comunicazione che costituiscono la modalità preminente del funzionamento psichico. La classificazione di questi disturbi ha subito negli anni diverse modifiche ed è ipotizzabile che non sia ancora definitiva.
La classificazione del ICD10, assegna a questo gruppo il codice F84 e considera l'inizio delle manifestazioni entro i cinque anni, pur ammettendo poche eccezioni. La classificazione ritiene che tali sindromi possono essere associate a patologie organiche, ma, indipendentemente da ciò, la diagnosi deve basarsi sulle caratteristiche del comportamento e del disturbo della comunicazione. Il gruppo F84 comprende: l'autismo infantile (si evidenzia entro i 3 anni), l'autismo atipico (si evidenzia dopo i 3 anni), la sindrome di Rett (attualmente da considerare a parte), le psicosi disintegrative dell'infanzia, la sindrome di Asperger e altre forme meno definite associate o meno a insufficienza mentale o a iperattività e a movimenti stereotipati.
Oltre alle sindromi sopra citate, tenendo in considerazione che nel percorso evolutivo possono comparire sintomi prodromici spesso sottovalutati, sarebbe opportuno includere le disarmonie evolutive di tipo psicotico. Si dovranno anche considerare le psicosi deficitarie (come da vecchia dizione), le psicosi simbiotiche e alcune forme limite di dubbia interpretazione nosografica.
In tutte queste forme cliniche l'ipotesi più suggestiva è che la causa primaria sia il disturbo della comunicazione con l'altro per una carenza di capacità d'adattamento ai bisogni evolutivi del bambino che a volte possono essere molto difficili da comprendere per anomalie evolutive, situazioni organiche o tipi particolari di organizzazioni funzionali.
La terapia ha come obiettivo primario quello di stabilire una comunicazione consona con le modalità d'essere del bambino, per potere poi iniziare un nuovo percorso evolutivo nel rispetto della persona e delle sue reali potenzialità. Il percorso terapeutico è centrato sulla necessità di vivere concretamente le problematiche assieme al bambino, favorendo l'espressività simbolica e la produzione fantasmatica al fine di permettere di affrontare le problematiche in termini psicodinamici; per il bambino è l'inizio di un nuovo percorso per scoprire assieme al terapeuta le proprie potenzialità di rielaborazione delle problematiche e la possibilità di viverle concretamente in senso evolutivo. La nuova possibilità di vivere un diverso adattamento alla situazione in atto assume un'alta valenza incisiva in quanto è sull'agito che nell'infanzia si verificano favorevoli regressioni per accedere ad una rielaborazione migliorativa della organizzazione del sé e gettare le basi per il favorevole passaggio dal simbolizzato al pensiero
Questo tipo di terapia, con una impostazione specifica del setting, opera con attività motorie, ludiche ed espressive corporee (modalità comunicative privilegiate dal bambino) agite e vissute in una dinamica di relazione con il terapeuta per attivare una elaborazione della conoscenza del Sé, del vissuto delle esperienze nel percorso evolutivo, delle problematiche in atto, per un progressivo miglioramento della sua persona in una proiezione evolutiva sociale.
La caratteristica fondamentale dell'intervento consiste nella non separazione dei settori evolutivi in competenze specifiche (motorie, cognitive ed emotivo-affettive), ma in una modalità d'approccio che imposta il lavoro sulla globalità dell'individuo nel rispetto della sua storia, della sua personalità e delle sue potenzialità nella relazione con l'ambiente familiare e sociale. Le dinamiche terapeutiche verranno vissute in uno spazio e in un tempo agito dal paziente e dal terapeuta per favorire la massima pregnanza di ogni attività esperita.
L'evento propone, nelle diverse forme cliniche, una approfondita analisi delle cause e delle dinamiche che hanno determinato la patologia, dati che saranno fondamentali per l'identificazione degli obiettivi terapeutici. Con tale ottica verranno presentate, con il supporto dei dati clinici e di video-registrazioni, le terapie di bambini affetti da autismo, da psicosi disintegrative, da disarmonie evolutive di tipo psicotico.
Programma dettagliato
27 novembre 2010
Ore 9 - 10
Breve introduzione storica sulle classificazioni degli autismi e delle psicosi infantili. Richiamo delle definizioni di autismo, diverse tipologie delle psicosi infantili, disarmonie evolutive di tipo psicotico, bouffées deliranti, borderline.
Ore 10 - 11
Quale importanza eziopatogenetica hanno nel processo evolutivo i fattori costituzionali e quelli ambientali? È possibile identificare un fattore in comune? Quali sono le reali necessità terapeutiche e il percorso ricostruttivo verso un miglioramento dell'organizzazione neuropsicologica e una più favorevole strutturazione della personalità nella relazione con il mondo?
Ore 11 - 13
Presentazione delle caratteristiche della terapia dell'agito a mediazione corporea: il setting, la figura del terapeuta, gli obiettivi, il processo terapeutico, la correlazione tra l'interno e l'esterno al setting.
Ore 13 - 14
Pausa pranzo
Ore 14 - 15,30
Analisi del percorso eziopatogenetico in alcuni casi con diagnosi di autismo.
Ore 16,30 - 16,45
Break
Ore 16,45 - 17,30
Lavoro a piccoli gruppi sui casi presentati.
Ore 17,30 - 18
Sintesi del lavoro dei gruppi e discussione in plenaria.
28 novembre 2010
Ore 9 - 11
Terapia di un bambino con autismo di 3 anni e 6 mesi. Analisi di alcune sedute e del processo terapeutico.
Ore 11 - 11,15
Break
Ore 11,15 - 12
Lavoro a piccoli gruppi sul caso presentato
Ore 12 - 13
Sintesi del lavoro dei gruppi e discussione in plenaria.
Ore 13- 14
Pausa pranzo
Ore 14 - 16
Terapia di un bambino con psicosi disintegrativa di 8 anni e 2 mesi. Analisi di alcune sedute e del processo terapeutico.
Ore 16 - 16,45
Lavoro a piccoli gruppi sul caso presentato.
Ore 16,45 - 17,30
Discussione in plenaria sul metodo presentato, i vantaggi e i limiti, la necessità formativa specifica.
Ore 17,30 - 18 Verifica con questionario.
Docenteocente
Prof. Roberto Carlo Russo, neuropsichiatra Infantile e psicoterapeuta.
Destinatari
Il Seminario è indirizzato a neuropsichiatri infantili, psicologi, , terapisti della neuropsicomotricità dell'età evolutiva.
Periodo
27-28 novembre 2010
Iscrizioni
Compilare la Scheda di Iscrizione previa telefonata al mattino al 02/66804556 invio per fax - invio per e mail
Informazioni
Telefonare
allo 02/66804556 al mattino preferibilmente dalle ore 8 alle 9 o dalle 12 alle
13.
Sede
CSPPNI S.r.l.- Centro Studi di Psicomotricità Psicologia e Neuropsichiatria Infantile - V.le Marche 93, Milano (dalla Stazione Centrale prendere Metro linea gialla, terza fermata Maciachini)
Costo
€
200 + Iva
L'attivazione
del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 10 partecipanti;
in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più
presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.
2. Il supporto ai modelli parentali e sociali nelle psicoterapie infantili e in terapia psicomotoria. Verranno richiesti crediti ECM
La
pluralità dei fattori che giostrano nel "sistema bambino-ambiente"
e le relative dinamiche che hanno permesso, sostenuto e modellato l'esprimersi
del processo patologico, rendono spesso difficoltosa la comprensione dell'individuazione
degli obiettivi terapeutici, della modalità di progressione evolutiva,
della presenza d'insuccessi, dei precoci abbandoni, della carente disponibilità
dei modelli.
Le riflessioni sulle cause di questi insuccessi ci portano ad identificare alcuni
fattori particolar-mente significativi: spesso risulta difficile agganciare
in modo sufficientemente efficiente le figure parentali per sensibilizzarle
all'inizio di una terapia per il bambino e alla necessità di un loro
supporto per i problemi educativi, cognitivi e relazionali; frequente è
la completa delega alla sanità per la risoluzione del problema o la disponibilità
formale che non riesce ad evolvere verso una più profonda e sentita partecipazione
da parte dell'ambiente alle problematiche del bambino.
Per poter meglio avvicinarci a questo complesso sistema e accedere ad una più
proficua chiave di lettura, appare opportuno analizzare i fattori ambientali
che entrano in gioco nel processo evolutivo del bambino, al fine di non trascurare
elementi importanti nell'impostazione terapeutica e nel supporto ai modelli
evolutivi, intervento che si ritiene fondamentale, in quanto il bambino vive
in una realtà che quotidianamente condiziona e richiede adattamenti del
comportamento alle regole del nucleo familiare e dell'ambito sociale.
La progressione, all'interno del setting terapeutico, del processo evolutivo,
induce a prevedere un migliore adattamento anche nell'ambito familiare e sociale,
ma frequentemente i modelli di riferimento evolutivo si trovano nella difficoltà
di comprendere e di rispondere adeguatamente al comportamento del bambino. I
modelli richiedono un aiuto a capire e consigli per contenere e risolvere le
problematiche.
L'obiettivo di questo seminario è quello di affrontare l'intervento della
problematica in un ottica che permetta di rapportare le progressioni che si
verificano all'interno del setting terapeutico alla realtà dell'ambiente
di vita del bambino. Nel rispetto di tale obiettivo risulta indispensabile poter
dare l'aiuto necessario ai modelli familiare e una fattiva collaborazione con
i modelli sociali.
Il conduttore dopo una presentazione dei fattori di potenziale genesi e sostegno
delle problematiche relazionali tra il bambino e i modelli, analizza l'importanza
dei fattori esperenziali del bambino, le sue caratteristiche neuropsicologiche,
il tipo di personalità, la tipologia dei modelli parentali e gli influssi
dell'ambiente sociale d'appartenenza.
Il gioco di questi fattori tra loro articolati in complesse dinamiche, potrà
farci meglio comprendere le strade possibili e il tipo di aiuto da dare ai diversi
partecipanti al problema bambino-ambiente.
Il nucleo di queste due giornate sarà costituito dalla presentazione
e discussione di casi clinici e relativi supporti ai modelli in rapporto alla
loro realtà e a quella del bambino in terapia.
In particolare verranno identificati e discussi, rapportati ai casi clinici
presentati, quattro punti essenziali: a chi dare il supporto, quando dare il
supporto, come dare il supporto, adattabilità del supporto.
Programma dettagliato
Prima giornata
Ore 9-11 Introduzione sulle problematiche educative, di stimolo e di relazione da parte dei modelli adulti familiari e sociali nei confronti dei bambini affetti da problematiche neuropsichiche. Valutazione delle dinamiche per l'adattamento del supporto familiare e per la collaborazione con le figure sociali.
Ore 11-12 Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.
Ore 12-12,45 Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.
Ore 12,45-13,45 Intervallo.
Ore 13,45-14,30 Lavoro in piccoli gruppi sui casi clinici presentati.
Ore 14,30-15,30 Caso clinico: confronto/dibattito in plenaria sulla produzione dei piccoli gruppi.
Ore 15,30-16,30 Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.
Ore 16,30-17,15 Lavoro in piccoli gruppi sui casi clinici presentati.
Ore 17,15-18 Confronto/dibattito in plenaria sulla produzione dei piccoli gruppi.
Seconda giornata
Ore 9-10 Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.
Ore 10-11 Caso clinico.Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamen-tali del bambino.
Ore 11-11,45 Lavoro in piccoli gruppi sui casi clinici presentati.
Ore 11,45-12,30 Confronto/dibattito in plenaria sulla produzione dei piccoli gruppi.
Ore 12,30-13,30 Intervallo.
Ore 13,30-14,30 Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.
Ore 14,30-15,30 Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.
Ore 15,30-16,30 Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.
Ore 16,30-17,15 Lavoro in piccoli gruppi sui casi clinici presentati.
Ore 17,15-18 Confronto dibattito in plenaria sulla produzione dei piccoli gruppi e conclusione dell'aggiornamento.
Docente
Prof. Roberto Carlo Russo, Neuropsichiatra
Infantile, Psicoterapeuta.
Destinatari
Il Corso è indirizzato a psicologi e neuropsichiatri infantili.
Periodo
Da definire.
Iscrizioni
Telefonare allo 02/66804556 al mattino dalle ore 8 alle 9 o dalle 12 alle 13.
Saranno ammessi un massimo di 20 partecipanti.
Costo
€ 200 + Iva
L'attivazione del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 10 partecipanti; in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.
3. L'aggressività in psicomotricità.
L'aggressività pone notevoli problemi in terapia psicomotoria spesso molto difficili da gestire; a volte crea dei circuiti auto-mantenentesi con negativi riflessi sulla progressione terapeutica. L'obiettivo del seminario è quello di porre in evidenza le diverse modalità dell'espressione aggressiva, il substrato delle dinamiche che la stimolano e le strategie di compenso e di superamento. Il programma si articola come segue.
L'aggressività in etologia
Basi neurofisiologiche dell'aggressività
La nascita dell'aggressività
Caratteristiche dell'aggressività
Fattori che influenzano l'aggressività
L'aggressività in terapia psicomotoria
Il nucleo del seminario sarà centrato sulle problematiche poste dall'aggressività in terapia che verranno discusse tramite l'analisi di sedute videoregistrate. L'obiettivo finale sarà quello di evidenziare le strategie migliori per farle evolvere nel rispetto dell'integrità e in accordo ai codici di adattamento sociale. L'obiettivo è quello di confronto con le diverse impostazioni relative alla problematica dell'aggressività; verrà data particolare importanza alla discussione sulle modalità di impostazione e di conduzione. Ogni caso verrà presentato con i dati più salienti della storia del bambino. Particolare riferimento verrà fatto all'indispensabile sostegno e collaborazione con i modelli familiari e sociali.
Programma dettagliato
prima giornata
Ore 09,00 Introduzione
sul problema biologico dell'aggressività in etologia.
Ore 09,30 Basi neurofisiologiche dell'aggressività
Ore 09,50 La nascita dell'aggressività e le caratteristiche delle
manifestazioni aggressive
Ore 10,30 Fattori ambientali che influenzano l'aggressività e la sua
evoluzione in rapporto alle modifiche sociali.
Ore 11,00 Problematiche nella conduzione terapeutica e relative strategie
Ore 11,30 Lavoro in piccoli gruppi.
Ore 12,00 Discussione in plenaria sul lavoro dei gruppi.
Ore 12,30 Sospensione
Ore 13,30 Caso clinico: L'emergere dell'aggressività in adolescente
inibito e relativa socializzazione (con video).
Ore16,45 Lavoro in piccoli gruppi: studio delle dinamiche evidenziate
e discussione sulla conduzione terapeutica.
Ore 17,30 Sintesi in plenaria dei lavori dei gruppi.
Ore 18,00 Termine della prima giornata
seconda
giornata
Ore 09,00 Caso clinico: L'aggressività agita verso il terapista.
(con video)
Ore 10,30 Lavoro in piccoli gruppi: studio delle dinamiche evidenziate e discussione
sulla conduzione terapeutica.
Ore 11,15 Sintesi in plenaria dei lavori dei gruppi.
Ore 12,00 Sospensione
Ore 13,00 Caso clinico: Il problema dell'aggressività nell'instabile
psicomotorio
Ore 14,00 Lavoro in piccoli gruppi: studio delle dinamiche e discussione sulle
modalità di conduzione terapeutica.
Ore 14,45 Sintesi in plenaria dei lavori dei gruppi
Ore 15,30 Presentazione delle manifestazioni e genesi dell'aggressività
in alcuni casi.
Ore 16,30 Dibattito finale sul problema dell'aggressività.
Ore 17,30 Verifica
Ore 18,00 Termine del Seminario.
Docente
Prof. Roberto Carlo Russo, neuropsichiatra Infantile e psicoterapeuta.
Destinatari
Il Seminario è indirizzato a terapisti della neuropsicomotricità dell'età evolutiva, psicomotricisti, psicologi e neuropsichiatri infantili.
Periodo
da stabilire
Iscrizioni
Saranno ammessi un massimo di 18 partecipanti. Verrà rilasciato un attestato.
Informazioni
Telefonare
allo 02/66804556 al mattino dalle ore 8 alle 9 o dalle 12 alle 13.
Sede
CSPPNI S.r.l.- Centro Studi di Psicomotricità Psicologia e Neuropsichiatria Infantile - V.le Marche 93, Milano (dalla Stazione Centrale prendere Metro linea gialla, terza fermata Maciachini)
Costo
€ 200 + Iva
L'attivazione del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 10 partecipanti; in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.
4. Aggiornamento sulla valutazione funzionale e terapia delle principali patologie
psicomotorie
La differenziazione delle diverse sindromi, così dette psicomotorie, risulta frequentemente e spesso sostituita dal termine generico di ritardo psicomotorio. L'obiettivo del seminario è quello di differenziare le diverse sindromi sia per il corredo sintomatologico sia per l'imposta-zione terapeutica. Verranno presentati e discussi tramite video registrazioni e con la storia clinica le seguenti patologie:
Debilità motoria
Insufficienza cerebellare (forme lievi)
Sindromi coreo-atetosiche (forme lievi)
Insufficiente inibizione motoria
Instabilità psicomotoria (sindrome ADHD)
Programma dettagliato
prima giornata
Ore 9-9,30 Introduzione storica sulla genesi del termine patologie psicomotorie e relativa evoluzione.
Ore 9,30- 11
Debilità motoria e Inibizione Psicomotoria. Una stessa sindrome contrassegnata da diversa gravità delle manifestazioni. Riflessi negli apprendimenti scolastici e nelle relazioni con i compagni. Gli elementi significativi per l'impostazione terapeutica.
Ore 11-13
Presentazione di bambini video registrati affetti da debilità motoria.
Ore 13-14 Pausa
Ore 14-15
Insufficienza cerebellare (con esclusione delle gravi sindrome atassiche). Elementi significativi, vissuto nella relazione con i coetanei, impostazione terapeutica.
Ore 15-16
Presentazione di bambini video registrati affetti da insufficienza cerebellare.
Ore 16-17
Sindromi coreo-atetosiche (forme lievi). Elementi significativi dell'organizzazione motoria, impostazione terapeutica.
Ore 17-18 Presentazione di bambini video registrati affetti da sindrome coreo-atetosica
seconda giornata
Ore 9-10
Lavoro a piccoli gruppi sulla diversa organizzazione motoria nelle tre sindromi esposte e analisi delle diverse conseguenze negli apprendimenti e nelle relazioni.
Ore 10-11
Sindrome ipercinetica o instabilità psicomotoria o sindrome ADHD?Le origini e le diverse impostazioni teoriche. Le conseguenze del comportamento nell'ambito sociale. L'impostazione della terapia.
Ore 11-12
Presentazione di bambini video registrati affetti da instabilità psicomotoria.
Ore 12-13 Pausa
Ore 13-14
Insufficiente inibizione motoria. La genesi di questa nuova sindrome e la differenziazione dalla instabilità psicomotoria. Confronto tra le due sindromi e la diversa impostazione della terapia.
Ore 14-15
Presentazione di bambini video registrati affetti da insufficiente inibizione motoria.
Ore 15-16
Lavoro a piccoli gruppi sulla diversa organizzazione motoria nelle due sindromi esposte e analisi delle diverse conseguenze negli apprendimenti e nelle relazioni.
Ore 16-17
Presentazione di casi di difficile valutazione del corredo sintomatologico, evidenziazione degli obiettivi primari per l'impostazione terapeutica.
Ore 17-18
Discussione in plenaria sui casi presentati e riflessioni sulla presenza dei corredi sintomatologici facilmente con fusibili. Riflessioni sulle diverse impostazioni terapeutiche.
Docente
Prof. Russo Roberto Carlo, Neuropsichiatra Infantile, Psicoterapeuta.
Destinatari
Il Seminario è indirizzato a, neuropsicomotricisti dell'età evolutiva,
psicologi e neuropsichiatri infantili.
Periodo
da
stabilire
Preiscrizioni Compilare la scheda informativa
Informazioni
Telefonare allo 02/66804556 al mattino dalle 8 alle 9 o dalle ore 12 alle 13.
Saranno ammessi un massimo di 20 partecipanti.
Costo
€ 200 + Iva
L'attivazione del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 10 partecipanti; in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.
Cima della pagina
5. Aggiornamento sui disturbi del comportamento del bambino (disturbi della
condotta). Psicodinamica e obiettivi terapeutici.
Frequentemente
l'operatore sanitario deve affrontare le problematiche poste da anomalie comprotamentali
del bambino nel cui ambito familiare e/o sociale si riscontrano modelli educativi
e modalità di relazione particolari. L'obiettivo del seminario, tramite
la presentazione di casi clinici, è quello di affrontare l'analisi
dei dati significativi, identificare degli obiettivi e impostare la terapia
al bambino e il supporto ai modelli evolutivi di riferimento.
L'impostazione è la seguente:
Disturbi della condotta limitati al contesto familiare
Disturbi della condotta limitati al contesto sociale
Disturbi della condotta da carente socializzazione
Sindromi da Scarso o Falso Sè
Programma dettagliato
Prima giornata
Ore 9 Definizione del Disturbo della condotta secondo la classificazione ICD10 (F91) Diagnosi differenziale con le sindromi da disadattamento (disturbi reattivi) con disturbo della condotta (F43.24; F43.25). Diagnosi differenziale con le sindromi ipercinetiche (F90). Diagnosi differenziale con le sindromi con i disturbi misti della sfera emozionale e della condotta (F92). Diagnosi differenziale con il disturbo da rivalità tra fratelli (F93.3)
Ore 10 Analisi dei dati ambientali relativi alla storia del bambino e alle sue caratteristiche personali.
Ore 10,30 Analisi delle dinamiche di più frequente riscontro nei disturbi della condotta.
Ore 11 Break.
Ore 11,15 Presentazione del caso clinico1.
Ore 12 Lavoro in piccolo gruppo sul caso presentato.
Ore 12,30 Pausa.
Ore 14 Discussione in plenaria del caso sulle dinamiche, sugli obiettivi terapeutici e sulla conduzione terapeutica
Ore 14,30 Presentazione del caso clinico 2.
Ore 15,15 Lavoro in piccolo gruppo sul caso presentato.
Ore 15,45 Discussione in plenaria del caso sulle dinamiche, sugli obiettivi terapeutici e sulla conduzione terapeutica.
Ore 16,15 Break
Ore 16,30 Presentazione del caso clinico 3.
Ore 17,15 Lavoro in piccolo gruppo sul caso presentato.
Ore 17,45 Discussione in plenaria del caso sulle dinamiche, sugli obiettivi terapeutici e sulla conduzione terapeutica.
Ore 18,15 Termine dei lavori della prima giornata.
Seconda giornata
Ore 9 Presentazione del caso clinico 4.
Ore 9,45 Lavoro in piccolo gruppo sul caso presentato.
Ore 10,15 Discussione in plenaria del caso sulle dinamiche, sugli obiettivi terapeutici e sulla conduzione terapeutica.
Ore 10,45 Break.
Ore 11 Presentazione del caso clinico 5.
Ore 11,45 Lavoro in piccolo gruppo sul caso presentato.
Ore 12,15 Discussione in plenaria del caso sulle dinamiche, sugli obiettivi terapeutici e sulla conduzione terapeutica.
Ore 12,45 Pausa.
Ore 14 Presentazione del caso clinico 6.
Ore 14,45 Lavoro in piccolo gruppo sul caso presentato.
Ore 15,15 Discussione in plenaria del caso sulle dinamiche, sugli obiettivi terapeutici e sulla conduzione terapeutica.
Ore 15,45 Presentazione del caso clinico 7.
Ore 16,30 Lavoro in piccolo gruppo sul caso presentato.
Ore 17 Discussione in plenaria del caso sulle dinamiche, sugli obiettivi terapeutici e sulla conduzione terapeutica.
Ore 17,30 Considerazioni generali e riflessioni sulle necessità terapeutiche nei disturbi della condotta.
Ore 18 Termine del Seminario di aggiornamento.
Docente
Prof. Roberto
Carlo Russo, Neuropsichiatra Infantile, Psicoterapeuta.
Destinatari
Il Seminario è
indirizzato a Terapisti della neuropsicomotricità dell'età evolutiva,
psicologi e neuropsichiatri
infantili.
Periodo
Da definire
Preiscrizioni
Compilare la scheda informativa
Informazioni
Telefonare
allo 02/66804556 al mattino preferibilmente dalle 8 alle 9 o dalle ore 12 alle
13.
Saranno ammessi un massimo di 20 partecipanti.
Costo
€ 200 + Iva
L'attivazione del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 10 partecipanti; in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.
6. Valutazione Psicomotoria. Protocollo di osservazione, di valutazione e di applicazione pratica di test specifici. 19 crediti ECM
Oltre alle competenze del neuropsichiatria infantile
e dello psicologo è, ormai da più di 30 anni, entrata nell'iter
diagnostico la figura dello psicomotricista. proveniente da Scuole di Formazione
Psicomotoria spesso con impostazione professionale marcatamente differenziate.
La realtà del bambino e dell'adolescente, essendo frutto di un lungo
e complesso evolvere segnato dal vissuto di eventi e dall'interazione con i
modelli parentali e sociali, necessita di una conoscenza approfondita delle
problematiche evolutive, delle competenze relative all'età, della conoscenza
delle fondamentali basi dei processi neuropsicologici, della organizzazione
del movimento e dei relativi significati nella comunicazione corporea. Così
come è importante la diagnosi neuropsichica e psicologica è altrettanto
importante l'apporto diagnostico dello psicomotricista che nell'osservazione
in specifici setting coglie in attività spontanee di gioco le caratteristiche
della personalità, le modalità di porsi, l'organizzazione motoria,
le strategie di adattamento e la relazione con l'altro. Data la variabilità
di affronto della valutazione psicomotoria, elemento essenziale per una corretta
impostazione terapeutica, risulta importante determinare una modalità
comune, confrontabile e ripetibile di ciò che è importante valutare.
Il Seminario presenta un protocollo del modello per l'osservazione e la valutazione
psicomotoria, relativo modulo per la registrazioni dei dati e relativa possibilità
di confronto a distanza per confermare l'evoluzione del processo terapeutico.
Oltre l'osservazione sarà anche necessario potere conoscere una serie
di test standardizzati per valutare alcune competenze specifiche qualora se
ne presentasse l'utilità. Ad ogni presentazione verrà lasciato
spazio per la discussione o altre specifiche.
Programma
23 ottobre 2010
Osservazione e Valutazione Psicomotoria
1. Introduzione al Seminario
Ore 9,00 - 9,10
Significati e modalità varie di osservazione, esami e valutazione psicomotoria.
Perché un protocollo e quali obiettivi per la partecipazione diagnostica,
per l'indicazione al tipo d'intervento e per l'identificazione degli obiettivi.
2. Nozioni generali sul movimento
Ore 9,10 - 12,00
2.1 Basi neurofisiologiche del movimento
2.2 Evoluzione ed emozionalità dell'atto motorio
2.3 Disturbi dell'organizzazione dell'atto motorio
Ore 12-12,30
Discussione: riflessioni e approfondimenti.
Ore 12,30 - 13,30
Intervallo
3. Osservazione e Valutazione Psicomotoria
Ore 13,30 - 18,00
3.1 Osservazione ed esami: quali obiettivi?
3.2 Basi e significatività per l'impostazione dell'Osservazione Psicomotoria
4. Protocolli
4.1 Protocollo per l'Osservazione Psicomotoria
4.2 Protocollo per la Valutazione Psicomotoria
5. Esempi pratici di Osservazione e Valutazione Psicomotoria
I casi tramite video vengono forniti dal conduttore del seminario e gestiti
dai partecipanti
Test specifici di competenze motorie
Nella pratica
clinica frequentemente risulta difficile trovare dei test specifici per alcune
prove che spesso risultano importanti per valutare l'organizzazione del movimento.
Verranno presentati quattro test supportati da realizzazioni fatte da bambini
normali e affetti da patologie motorie. L'applicazione e la valutazione dei
test verrà istruita in termini pratici con esercitazioni per un valido
apprendimento. Tutti i test sono stati standardizzati
su campioni di diverse centinaia di bambini.
Ore 9,00 -12,30
6.
Test per valutare lo schema corporeo
Questo
metodo esclude sia la denominazione di parti corporee toccate, sia l'identificazione
di parti corporee nominate, in quanto questi dati possono essere frutto anche
di un apprendimento meccanico. Per schema corporeo si intende la rappresentazione
mentale dinamica del corpo, inteso come entità spaziale che viene progressivamente
organizzata sulla base della sensibilità propriocettiva e della capacità
organizzativa del movimento nello spazio. Il test valuta la capacità
di localizzazione degli stimoli, lo sviluppo delle funzioni intenzionali, l'identificazione
delle posture ad occhi chiusi, l'imitazione gestuale e apporta importanti dati
al fine riabilitativo nelle situazioni di carenze informative e motorie. Il
test è stato standardizzato su 800 casi dai 3 ai 7 anni.
7.
Test
per valutare l'equilibrio
Il test è costituito da tre semplici prove (posizione eretta
a piedi uniti, con un piede davanti all'altro e su un piede solo) che vengono
richieste a occhi aperti e a occhi chiusi al fine di conoscere l'incidenza della
vista nel mantenimento di una postura antigravitaria. Le prove sono le stesse
per qualsiasi età e sono valide anche per l'adulto. Il test è
stato standardizzato su 1000 casi dai 3 agli 8 anni.
8.
Test per valutare la capacità inibitoria
L'inibizione
alla diffusione sincinetica, a parti corporee non intenzionalmente impegnate
nell'atto motorio, è una condizione maturativa fondamentale per l'economia
delle azioni, per procedere a usare due o più parti corporee sottese
da un'unica funzione o per facilitare azioni complesse con l'aiuto di parti
corporee non direttamente implicate nel significato dell'atto. Il test usufruisce
della prova delle marionette effettuata con una sola mano alla volta. Le prove
sono le stesse per qualsiasi età. Il test è stato standardizzato
su 500 casi dai 3 agli 8 anni.
9. Test per valutare la prova indice-naso
Questa prova è particolarmente significativa in quanto richiede le partecipazioni funzionali di diverse strutture cerebrali. Permette la valutazione del coordinamento (inteso come organizzazione spazio-temporale dell'atto), del processo d'inibizione alla diffusione dello stimolo, dell'integrazione somatica, del processo di stabilizzazione antigravitario, della metria, del ritmo. Il test è stato standardizzato su 800 casi dai 3 agli 11 anni.
10. Test per valutare l'evoluzione dell'uso selettivo delle dita
Per poter usufruire delle abilità motorie delle dita è essenziale la conoscenza delle medesime,ma il processo evolutivo per la programmazione delle diverse possibilità di gestirle, è molto lungo e si può considerare che raggiunge uno standard verso i 12 anni. Il test, costituito da 12 prove in gradiente di difficoltà, è stato standardizzato su 2400 bambini d'età compresa tra i 4 e i 12 anni, suddivisi in otto fasce d'età. L'evoluzione progressiva del punteggio convalida il test come scala di sviluppo per l'indagine sull'evoluzione dell'uso selettivo delle dita. L'applicazione di questo test potrebbe rendersi utile come strumento di verifica in situazioni organiche e in particolare per l'approfondimento nelle forme disprassiche di competenza manuale. La possibilità di evidenziare specifiche carenze potrebbe meglio centrare l'intervento riabilitativo.
Ore
12,30 - 13,30
Intervallo
Test specifici di competenze prassiche
Verranno presentati cinque test supportati da realizzazioni fatte da bambini nella norma e da bambini affetti da patologie motorie. L'applicazione e la valutazione dei test verrà istruita in termini pratici con esercitazioni per un valido apprendimento. Tutti i test sono stati standardizzati su campioni di diverse centinaia di bambini.
Ore 13,30 - 18,00
11. Prassie visuo-costruttive su modello grafico. Modello MC1
La prova indaga la capacità di comprensione e di esecuzione dei criteri di inclusione, esclusione e parziale sovrapposizione di due elementi. Il test è standardizzato su 500 casi dai 3 agli 8 anni. L'età di riferimento per il soggetto normale è dai 4 ai 7 anni.
12. Prassie visuo-costruttive su modello grafico. Modello MC2
La prova indaga la capacità di comprensione e di esecuzione dei rapporti euclidei, fattori essenziali per la rappresentazione di figure geometriche. Il test è stato standardizzato su un campione di 1200 casi dai 6 ai 12 anni. L'età di riferimento per il soggetto normale è dai 6 ai 12 anni.
13. Prassie visuo-costruttive su modello grafico. Modello MC3
La prova indaga la capacità di comprensione e di esecuzione dei rapporti tra figure geometriche e segmenti, l'integrità delle figure tra loro parzialmente sovrapposte, le inserzioni dei segmenti con le figure geometriche e l'asse che assume valore di mediana in una figura complessa e asimmetrica. Il test è stato standardizzato su un campione di 700 casi dai 7 anni all'adulto. L'età di riferimento per il soggetto normale è dagli 8 anni all'adulto.
14. Prassie visuo-costruttive su modello tridimensionale. Test dei cubi
Il test comprende dieci prove, ognuna costituita da un modello realizzato con alcuni cubi di legno che richiedono l'analisi dei rapporti tridimensionali di distribuzione dei cubi. Il test è stato standardizzato su un campione di 600 casi dai 4 ai 10 anni. L'età di riferimento per il soggetto normale è dai 4 ai 7 anni.
15. Prassie costruttive con modello stereognosico
Lo scopo del test è di verificare, in privazione delle informazioni visive, l'evoluzione delle prassie costruttive su modello stereognosico dai 4 ai 10 anni, adottando dei modelli già usati per lo studio delle prassie costruttive su modello tridimensionale. Il test è stato standardizzato su 600 bambini e può rappresentare un valido strumento per indagare le prassie nei non vedenti.
Problem
solving
Gli studi sull'evoluzione della funzionalità prefrontale hanno privilegiato l'adulto per la maggiore facilità d'indagine; per contro le diverse ricerche sulla funzionalità prefrontale infantile e la relativa evoluzione, pongono alcuni dubbi relativi alla difficile valutazione per l'attendibilità delle risposte o per la scarsa standardizzazione. Vengono presentati due test, uno richiede un'analisi dei dati e una realizzazione in termini concreti, l'altro test richiede i processi d'astrazione e la capacità di lettura. Il confronto tra i due test ha dimostrato una più precoce evoluzione del primo rispetto al secondo.
16. Test del camioncino (problem solving tramite azione concreta).
La prova richiede, oltre alla comprensione delle caratteristiche dei sei elementi costitutivi, la giusta posizione e la corretta sequenza nella ricostruzione del camioncino. L'esecuzione richiede un buon sviluppo delle aree corticali prefrontali. Il test, applicabile anche ai soggetti che non hanno acquisito la lettura, è stato standardizzato su un campione di 700 casi dai 4 agli 11 anni. L'età di riferimento per il soggetto normale è dai 4 ai 9 anni.
17. Test della scena (probem solving tramite rappresentazione grafica).
L'obiettivo di questo test è quello di valutare l'analisi di un disegno (Test della Scena) tramite la richiesta di risposte usufruendo di un questionario che evidenzierà la capacità d'identificare su una figura sfondo alcuni elementi particolarmente rappresentativi del significato della scena e comprenderne il significato. Il test è stato standardizzato su 1500 individui, 300 per ciascuna delle fasce d'età 7-8, 8-9, 9-10, 10-11 e 11-12 anni. La distribuzione dei punteggi in rapporto alle cinque fasce d'età è stata armonica e tale da ritenere interessante il test per lo studio del "Problem solving" nei soggetti che abbiano già acquisito la lettura.
Docente
Prof.
Roberto Carlo Russo, neuropsichiatra Infantile e psicoterapeuta.
Destinatari
Il
Seminario è indirizzato a neuropsichiatri infantili, psicologi, terapisti
della neuropsicomotricità dell'età evolutiva e psicomotricisti.
Saranno
ammessi un massimo di 15 partecipanti.
Verrà rilasciato un attestato.
Periodo
23-24 ottobre 2010
Informazioni
Telefonare
al mattino
al 02/66804556 preferibilmente dalle 8 alle 9 o dalle 12 alle 13.
Iscrizioni
Compilate la Scheda d'iscrizione: invio per fax - invio per e mail
Sede
CSPPNI
S.r.l.- Centro Studi di Psicomotricità Psicologia e Neuropsichiatria
Infantile - V.le Marche 93, Milano (dalla Stazione Centrale
prendere Metro linea gialla, terza fermata
Maciachini)
Costo
€ 200 + Iva
L'attivazione del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 10 partecipanti; in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.
7.
Corso di Formazione Psicocorporea
Nel processo evolutivo dell'individuo l'interrealzione tra le caratteristiche
biologiche iniziali, il tipo dei modelli familiari e sociali, il succedersi
degli eventi e tendono a modellare la struttura della personalità con
condizionamenti che spesso mascherano la reale e più profonda essenza
della persona. È necessario pertanto, nella terapia e nella relazione
d'aiuto alla persona, approfondire la conoscenza del sé.
Il vissuto corporeo è una modalità di lavoro formativo che permette
al gruppo di vivere le proprie problematiche, in comunicazione con gli altri
partecipanti o isolatamente al fine di favorire una migliore conoscenza di sé
stessi e la eventuale rielaborazione di antichi fantasmi vissuti in età
infantile. Il conduttore, tramite consegne, agevola la possibilità di
sperimentare le proprie modalità d'essere in situazioni che richiamino
vissuti precoci relativi ai diversi rapporti del sé con l'altro, con
il gruppo, con l'uso dello spazio e del materiale per facilitare l'emergere
delle dinamiche. La parte esperienziale prevede un lavoro sulla percezione,
conoscenza delle proprie modalità d'essere proprio e di quelle degli
altri, dello spazio-tempo, degli oggetti e della relazione tra il sé
e gli altri. La parte dedicata alla verbalizzazione permette ai partecipanti
di esprimere le emozioni emerse durante le esperienze e relativi vissuti, sia
verso sé stessi che in rapporto agli altri componenti del gruppo, con
lo scopo poi di prenderne distanza per avvicinarsi alla comprensione del vissuto
del bambino nelle conquiste del suo percorso evolutivo.
L'espressione corporea ha lo scopo di far emergere il desiderio e il piacere
del gioco, la conoscenza pratica evolutiva delle diverse competenze motorie,
il tipo di progressione nelle attività ludiche, l'appropriarsi delle
corrette modalità posturali, mimiche, gestuali e verbali in rapporto
ai significati espressi; pertanto recuperare una più spontanea e adeguata
espressività corporea.
Programma
1°
giornata - venerdì
Introduzione. Roberto Carlo Russo
ore 16,00 - 17,00
Lo sviluppo della persona e l'effetto condizionante
ambientale sulla espressività corporea.
Attività di psicocorporeità. Silvia Russo
ore 17,00 - 19,30
La percezione del sé.
ore 19,30 - 18,00
Verbalizzazione delle dinamiche vissute.
2°
giornata - sabato
Attività pratica per la conoscenza dell'espressività corporea.
Nico Palermo
ore 14,00 - 17,30
L'attività motoria nello sviluppo infantile.
ore 17,30 - 18,00
Verbalizzazione sulle attività svolte.
3°
giornata - venerdì
Attività di psicocorporeità. Silvia Russo
ore 17,00 - 19,30
La relazione con l'altro.
ore 19,30 - 18,00
Verbalizzazione delle dinamiche vissute.
4°
giornata - sabato
Attività pratica per la conoscenza dell'espressività corporea.
Nico Palermo
ore 14,00 - 17,30
Ritmo ed equilibrio.
ore 17,30 - 18,00
Verbalizzazione sulle attività svolte.
5°
giornata - venerdì
Attività di psicocorporeità. Silvia Russo
ore 17,00 - 19,30
La relazione con l'oggetto.
ore 19,30 - 18,00
Verbalizzazione delle dinamiche vissute.
6°
giornata - sabato
Attività pratica per la conoscenza dell'espressività corporea.
Nico Palermo
ore 14,00 - 17,30
Organizzazione spazio-temporale.
ore 17,30 - 18,00
Verbalizzazione sulle attività svolte.
7°
giornata - venerdì
Attività di psicocorporeità. Silvia Russo
ore 17,00 - 19,30
I conflitti.
ore 19,30 - 18,00
Verbalizzazione delle dinamiche vissute.
8°
giornata - sabato
Attività pratica per la conoscenza dell'espressività corporea.
Nico Palermo
ore 14,00 - 17,30
Posture, gestualità e mimica.
ore 17,30 - 18,00
Verbalizzazione sulle attività svolte.
9°
giornata - venerdì
Attività di psicocorporeità. Silvia Russo
ore 17,00 - 19,30
L'affermazione del sé.
ore 19,30 - 18,00
Verbalizzazione delle dinamiche vissute.
10°
giornata - sabato
Attività pratica per la conoscenza dell'espressività corporea.
Nico Palermo
ore 14,00 - 17,30
Espressione vocale.
ore 17,30 - 18,00
Verbalizzazione sulle attività svolte.
11°
giornata - venerdì
Attività di psicocorporeità. Silvia Russo
ore 17,00 - 19,30
Il riconoscimento del sé nel gruppo.
ore 19,30 - 18,00
Verbalizzazione delle dinamiche vissute.
12°
giornata - sabato
Attività pratica per la conoscenza dell'espressività corporea.
Nico Palermo
ore 14,00 - 17,00
Esperienza di drammatizzazione.
ore 17,00 - 17,30
Verbalizzazione sulle attività svolte.
ore 17,30 - 18,00
Verifica scritta.
Docenti
Roberto Carlo Russo, neuropsichiatra Infantile e psicoterapeuta.
Silvia Russo, psicologa e psicoterapeuta.
Nico Palermo, psicomotricista
Destinatari
Il Seminario è indirizzato a terapisti della neuropsicomotricità
dell'età evolutiva, psicomotricisti, psicologi, neuropsichiatri infantili,
educatori.
Periodo
da definire
Informazioni
Telefonare allo 02/66804556 al mattino preferibilmente dalle ore 8 alle 9 o
dalle 12 alle 13.
Iscrizioni
Compilare la Scheda di Iscrizione previa telefonata al mattino al 02/66804556.
Sede
CSPPNI S.r.l.- Centro Studi di Psicomotricità Psicologia e Neuropsichiatria
Infantile - V.le Marche 93, Milano (dalla Stazione Centrale prendere Metro linea
gialla, terza fermata Maciachini).
Costo
€ 600 + Iva
L'attivazione del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 8 partecipanti e un massimo di 12; in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.
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