Seminari attivabili presso il CSPPNI  S.r.l. ®
o da programmare presso altri ENTI

 

 

1. Variabili dei disturbi pervasivi dello sviluppo: dalla genesi alla strutturazione della patologia. Valutazione eTerapia. 10-11 giugno 2017

2. Il supporto ai modelli parentali e sociali nelle psicoterapie infantili (solo per Medici e Psicologi) Date da definire

3. Applicazione della Scala evolutiva 0-4 anni e di altri test psicomotori 8 - 9 aprile 2017

4. L'aggressività in terapia psicomotoria Date da definire

5. Valutazione Psicomotoria e applicazione pratica di test evolutivi. Date da definire

6. Evoluzione e disturbi del movimento: dalle prime competenze alle prassie. Tipologie motorie, riflessi cognitivi e relazionali. La Disprassia Evolutiva. Date da definire

Scheda d'iscrizione a Seminario o Corso

                                                                                                  

1. Variabili dei disturbi pervasivi dello sviluppo: dalla genesi alla strutturazione della patologia. Valutazione e terapia.

                                                                                                            

      Questo gruppo di patologie presenta caratteristiche a volte molto differenti le une dalle altre, ma con un comune denominatore rappresentato da anomalie del comportamento e della comuni-cazione che costituiscono la modalità preminente del funzionamento psichico. La classificazione di questi disturbi ha subito negli anni diverse modifiche ed è ipotizzabile che non sia ancora definitiva.
La classificazione del ICD10, assegna a questo gruppo il codice F84 e considera l'inizio delle manifestazioni entro i cinque anni, pur ammettendo poche eccezioni. La classificazione ritiene che tali sindromi possono essere associate a patologie organiche, ma, indipendentemente da ciò, la diagnosi deve basarsi sulle caratteristiche del comportamento e del disturbo della comunicazione. Il gruppo F84 comprende: l'autismo infantile (si evidenzia entro i 3 anni), l'autismo atipico (si evidenzia dopo i 3 anni), la sindrome di Rett (attualmente da considerare a parte), le psicosi disintegrative dell'infanzia, la sindrome di Asperger e altre forme meno definite associate o meno a insufficienza mentale o a iperattività e a movimenti stereotipati.
Oltre alle sindromi sopra citate, tenendo in considerazione che nel percorso evolutivo possono comparire sintomi prodromici spesso sottovalutati, sarebbe opportuno includere le disar-monie evolutive di tipo psicotico. Si dovranno anche considerare le psicosi deficitarie (come da vecchia dizione), le psicosi simbiotiche e alcune forme limite di dubbia interpretazione nosografica.
In tutte queste forme cliniche l'ipotesi più suggestiva è che la causa primaria sia il disturbo della comunicazione con l'altro per una carenza di capacità d'adattamento ai bisogni evolutivi del bambino che a volte possono essere molto difficili da comprendere per anomalie evolutive, situazioni organiche o tipi particolari di organizzazioni funzionali.
La terapia ha come obiettivo primario quello di stabilire una comunicazione consona con le modalità d'essere del bambino, per potere poi iniziare un nuovo percorso evolutivo nel rispetto della persona e delle sue reali potenzialità. Il percorso terapeutico è centrato sulla necessità di vivere concretamente le problematiche assieme al bambino, favorendo l'espressività simbolica e la produzione fantasmatica, al fine di affrontarle in termini psicodinamici; per il bambino è l'inizio di un nuovo percorso per scoprire assieme al terapista le proprie potenzialità di rielaborazione e la possibilità di viverle concretamente in senso evolutivo. La nuova possibilità di vivere concretamente la situazione in atto assume un'alta valenza incisiva in quanto è sull'agito che nell'infanzia si verificano favorevoli regressioni per accedere ad una rielaborazione migliorativa della organizzazione del sé e gettare le basi per il passaggio al simbolizzato e al pensiero
Questo tipo di intervento, con una impostazione specifica del setting, opera con attività motorie, ludiche ed espressive corporee (modalità comunicative privilegiate dal bambino) agite e vissute in una dinamica di relazione con il terapista per attivare una elaborazione della conoscenza del Sé, del vissuto delle esperienze nel percorso evolutivo, delle problematiche in atto, per un progressivo miglioramento della sua persona in una proiezione evolutiva sociale.
La caratteristica fondamentale dell'intervento consiste nella non separazione dei settori evolutivi in competenze specifiche (motorie, cognitive ed emotivo-affettive), ma in una modalità d'approccio che imposta il lavoro sulla globalità dell'individuo nel rispetto della sua storia, della sua personalità e delle sue potenzialità nella relazione con l'ambiente familiare e sociale. Le dinamiche terapeutiche verranno vissute in uno spazio e in un tempo agito dal paziente e dal terapeuta per favorire la massima pregnanza di ogni attività esperita.
L'evento propone, nelle diverse forme cliniche, una approfondita analisi delle cause e delle dinamiche che hanno determinato la patologia, dati che saranno fondamentali per l'identificazione degli obiettivi terapeutici. Con tale ottica verranno presentate, con il supporto dei dati clinici e di video-registrazioni, le terapie di bambini affetti da autismo, da psicosi disintegrative, da disarmonie evolutive di tipo psicotico.

 

Programma dettagliato

1° giornata

Ore 9 - 10

Breve introduzione storica sulle classificazioni degli autismi e delle psicosi infantili. Richiamo delle definizioni di autismo, disturbi pervasivi dello sviluppo, disturbi generalizzati dello sviluppo, disarmonie evolutive psicotiche, sindromi con spettro autistico.

Ore 10 - 11

Quale importanza eziopatogenetica hanno nel processo evolutivo i fattori costituzionali e quelli ambientali? È possibile identificare un fattore in comune? Quali sono le reali necessità terapeutiche e il percorso ricostruttivo verso un miglioramento dell'organizzazione neuropsicologica e una più favorevole strutturazione della personalità nella relazione con il mondo?

Ore 11 - 13

Presentazione delle caratteristiche della terapia psicomotoria intesa come terapia dell'agito a mediazione corporea: il setting, la figura del terapeuta, gli obiettivi, il processo terapeutico, la correlazione tra l'interno e l'esterno al setting.

Ore 13 - 14

Pausa pranzo

Ore 14 - 15,30

Analisi del percorso eziopatogenetico in alcuni casi con diagnosi di autismo.

Ore 16,30 - 16,45

Break

Ore 16,45 - 17,30

Lavoro a piccoli gruppi sui casi presentati.

Ore 17,30 - 18

Sintesi del lavoro dei gruppi e discussione in plenaria.

 

2° giornata

Ore 9 - 11

Terapia di un bambino con autismo di 3 anni e 6 mesi. Analisi di alcune sedute e del processo terapeutico.

Ore 11 - 11,15

Break

Ore 11,15 - 12

Lavoro a piccoli gruppi sul caso presentato

Ore 12 - 13

Sintesi del lavoro dei gruppi e discussione in plenaria.

Ore 13- 14

Pausa pranzo

Ore 14 - 16

Terapia di un bambino con psicosi disintegrativa di 8 anni e 2 mesi con pregressi segnali di tipo autistico. Analisi di alcune sedute e del processo terapeutico.

Ore 16 - 16,45

Lavoro a piccoli gruppi sul caso presentato.

Ore 16,45 - 17,30

Discussione in plenaria sul metodo presentato, i vantaggi e i limiti, la necessità formativa specifica.

Ore 17,30 - 18 Verifica con questionario.

Docenteocente

Prof. Roberto Carlo Russo, neuropsichiatra Infantile e psicoterapeuta.

Destinatari

Terapisti della neuro psicomotricità, Psicomotricisti, Psicologi e Neuropsichiatri infantili

Periodo

10-11 giugno 2017

Iscrizioni e Informazioni

telefonare a Intervision 02/316790 per confermare la disponibilità. Scheda d'iscrizione

Sede

CSPPNI S.r.l.- Centro Studi di Psicomotricità Psicologia e Neuropsichiatria Infantile - V.le Marche 93, Milano (dalla Stazione Centrale prendere Metro linea gialla, terza fermata Maciachini)

Costo

€ 200,00 + iva (= € 244,00)
L'attivazione del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 10 partecipanti; in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.

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2. Il supporto ai modelli parentali e sociali nelle psicoterapie infantili e in terapia psicomotoria.

La pluralità dei fattori che giostrano nel "sistema bambino-ambiente" e le relative dinamiche che hanno permesso, sostenuto e modellato l'esprimersi del processo patologico, rendono spesso difficoltosa la comprensione dell'individuazione degli obiettivi terapeutici, della modalità di progressione evolutiva, della presenza d'insuccessi, dei precoci abbandoni, della carente disponibilità dei modelli.
Le riflessioni sulle cause di questi insuccessi ci portano ad identificare alcuni fattori particolar-mente significativi: spesso risulta difficile agganciare in modo sufficientemente efficiente le figure parentali per sensibilizzarle all'inizio di una terapia per il bambino e alla necessità di un loro supporto per i problemi educativi, cognitivi e relazionali; frequente è la completa delega alla sanità per la risoluzione del problema o la disponibilità formale che non riesce ad evolvere verso una più profonda e sentita partecipazione da parte dell'ambiente alle problematiche del bambino.
Per poter meglio avvicinarci a questo complesso sistema e accedere ad una più proficua chiave di lettura, appare opportuno analizzare i fattori ambientali che entrano in gioco nel processo evolutivo del bambino, al fine di non trascurare elementi importanti nell'impostazione terapeutica e nel supporto ai modelli evolutivi, intervento che si ritiene fondamentale, in quanto il bambino vive in una realtà che quotidianamente condiziona e richiede adattamenti del comportamento alle regole del nucleo familiare e dell'ambito sociale.
La progressione, all'interno del setting terapeutico, del processo evolutivo, induce a prevedere un migliore adattamento anche nell'ambito familiare e sociale, ma frequentemente i modelli di riferimento evolutivo si trovano nella difficoltà di comprendere e di rispondere adeguatamente al comportamento del bambino. I modelli richiedono un aiuto a capire e consigli per contenere e risolvere le problematiche.
L'obiettivo di questo seminario è quello di affrontare l'intervento della problematica in un ottica che permetta di rapportare le progressioni che si verificano all'interno del setting terapeutico alla realtà dell'ambiente di vita del bambino. Nel rispetto di tale obiettivo risulta indispensabile poter dare l'aiuto necessario ai modelli familiare e una fattiva collaborazione con i modelli sociali.
Il conduttore dopo una presentazione dei fattori di potenziale genesi e sostegno delle problematiche relazionali tra il bambino e i modelli, analizza l'importanza dei fattori esperenziali del bambino, le sue caratteristiche neuropsicologiche, il tipo di personalità, la tipologia dei modelli parentali e gli influssi dell'ambiente sociale d'appartenenza.
Il gioco di questi fattori tra loro articolati in complesse dinamiche, potrà farci meglio comprendere le strade possibili e il tipo di aiuto da dare ai diversi partecipanti al problema bambino-ambiente.
Il nucleo di queste due giornate sarà costituito dalla presentazione e discussione di casi clinici e relativi supporti ai modelli in rapporto alla loro realtà e a quella del bambino in terapia.
In particolare verranno identificati e discussi, rapportati ai casi clinici presentati, quattro punti essenziali: a chi dare il supporto, quando dare il supporto, come dare il supporto, adattabilità del supporto.

 

Programma dettagliato

Prima giornata

Ore 9-11             Introduzione sulle problematiche educative, di stimolo e di relazione da parte dei modelli adulti familiari e sociali nei confronti dei bambini affetti da problematiche neuropsichiche. Valutazione delle dinamiche per l'adattamento del supporto familiare e per la collaborazione con le figure sociali.

Ore 11-12           Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.

Ore 12-12,45      Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.

Ore 12,45-13,45 Intervallo.

Ore 13,45-14,30 Lavoro in piccoli gruppi sui casi clinici presentati.

Ore 14,30-15,30 Caso clinico: confronto/dibattito in plenaria sulla produzione dei piccoli gruppi.

Ore 15,30-16,30 Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.

Ore 16,30-17,15 Lavoro in piccoli gruppi sui casi clinici presentati.

Ore 17,15-18     Confronto/dibattito in plenaria sulla produzione dei piccoli gruppi.

 

Seconda giornata

Ore 9-10            Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.

Ore 10-11          Caso clinico.Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamen-tali del bambino.

Ore 11-11,45      Lavoro in piccoli gruppi sui casi clinici presentati.

Ore 11,45-12,30 Confronto/dibattito in plenaria sulla produzione dei piccoli gruppi.

Ore 12,30-13,30 Intervallo.

Ore 13,30-14,30 Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.

Ore 14,30-15,30 Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.

Ore 15,30-16,30 Presentazione di un caso clinico di un bambino affetto da patologia neuropsichica. Problematiche poste per il supporto ai modelli di riferimento, il relativo adattamento e il rapporto con le modifiche comportamentali del bambino.

Ore 16,30-17,15 Lavoro in piccoli gruppi sui casi clinici presentati.

Ore 17,15-18     Confronto dibattito in plenaria sulla produzione dei piccoli gruppi e conclusione dell'aggiornamento.

Docente
Prof. Roberto Carlo
Russo, Neuropsichiatra Infantile, Psicoterapeuta.

Destinatari
Il Corso è indirizzato a psicologi e neuropsichiatri infantili.

Periodo
Da definire.

Iscrizioni

Telefonare allo 02/66804556 al mattino dalle ore 8 alle 9 o dalle 12 alle 13.
Saranno ammessi un massimo di 20 partecipanti
.

Costo

€ 200 + Iva (= € 244,00)

L'attivazione del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 10 partecipanti; in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.

 

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3. Applicazione della Scala Evolutiva 0-4 anni e altri Test Psicomotori

La valutazione tramite la Scala Evolutiva 0-4 anni affronta le competenze integrate tra le diverse sotto funzioni (percezione, conoscenza corporea, valutazione spaziale, organizzazione motoria, rapporto con l'ambiente) per comprendere meglio la complessità dello sviluppo infantile tramite l'intersoggettività, il processo d'individuazione e di affermazione, l'organizzazione motoria, gli interessi cognitivi, il riconoscimento del sé, il linguaggio, i processi simbolici, il gioco simbolico e il processo di lateralizzazione. Funzioni essenziali per un valido sviluppo sociale che richiedono le capacità di utilizzo delle funzioni esecutive per la pianificazione del comportamento in rapporto all'ambiente di vita.

Programma

1° giornata

1. Presentazione delle caratterisitiche della Scala Evolutiva 0-4 anni
Ore 9,00 - 9,30
Confronto con la La scala di sviluppo 0-4 anni del 1972

2. Presentazione delle prove relative ai diversi livelli di sviluppo
Ore 9,30 - 11,30

Ore 11,30-12,30
3. Discussione: riflessioni e chiarimenti valutativi.

Ore 12,30 - 13,30
Intervallo

4. Presentazione e discussione di alcuni casi di applicazione della Scala Evolutiva
Ore 13,30 - 14,30

Test specifici di competenze motorie

Ore 14,30 - 15,30
5. Test per valutare lo schema corporeo
Questo metodo esclude sia la denominazione di parti corporee toccate, sia l'identificazione di parti corporee nominate, in quanto questi dati possono essere frutto anche di un apprendimento meccanico. Per schema corporeo si intende la rappresentazione mentale dinamica del corpo, inteso come entità spaziale che viene progressivamente organizzata sulla base della sensibilità propriocettiva e della capacità organizzativa del movimento nello spazio. Il test valuta la capacità di localizzazione degli stimoli, lo sviluppo delle funzioni intenzionali, l'identificazione delle posture ad occhi chiusi, l'imitazione gestuale e apporta importanti dati al fine riabilitativo nelle situazioni di carenze informative e motorie. Il test è stato standardizzato su 800 casi dai 3 ai 7 anni.

Ore 15,30 - 16,30
6. Test per valutare l'equilibrio e prove pratiche
Il test è costituito da tre semplici prove (posizione eretta a piedi uniti, con un piede davanti all'altro e su un piede solo) che vengono richieste a occhi aperti e a occhi chiusi al fine di conoscere l'incidenza della vista nel mantenimento di una postura antigravitaria. Le prove sono le stesse per qualsiasi età e sono valide anche per l'adulto. Il test è stato standardizzato su 1000 casi dai 3 agli 8 anni.

Ore 16,30 - 17,30
7. Test per valutare la capacità inibitoria e prove pratiche
L'inibizione alla diffusione sincinetica, a parti corporee non intenzionalmente impegnate nell'atto motorio, è una condizione maturativa fondamentale per l'economia delle azioni, per procedere a usare due o più parti corporee sottese da un'unica funzione o per facilitare azioni complesse con l'aiuto di parti corporee non direttamente implicate nel significato dell'atto. Il test usufruisce della prova delle marionette effettuata con una sola mano alla volta. Le prove sono le stesse per qualsiasi età. Il test è stato standardizzato su 500 casi dai 3 agli 8 anni.

Ore 17,30 - 18
8. Riflessioni in plenaria

2° giornata

Ore 9,00 -10,00
9. Test per valutare la prova indice-naso e prove pratiche
Questa prova è particolarmente significativa in quanto richiede le partecipazioni funzionali di diverse strutture cerebrali. Permette la valutazione del coordinamento (inteso come organizzazione spazio-temporale dell'atto), del processo d'inibizione alla diffusione dello stimolo, dell'integrazione somatica, del processo di stabilizzazione antigravitario, della metria, del ritmo. Il test è stato standardizzato su 800 casi dai 3 agli 11 anni.

Ore 10,00 - 11,00
10. Test per valutare l'evoluzione dell'uso selettivo delle dita e prove pratiche
Per poter usufruire delle abilità motorie delle dita è essenziale la conoscenza delle medesime,ma  il processo evolutivo per la programmazione delle diverse possibilità di gestirle, è molto lungo e si può considerare che raggiunge uno standard verso i 12 anni. Il test, costituito da 12 prove in gradiente di difficoltà, è stato standardizzato su 2400 bambini d'età compresa tra i 4 e i 12 anni, suddivisi in otto fasce d'età. L'evoluzione progressiva del punteggio convalida il test come scala di sviluppo per l'indagine sull'evoluzione dell'uso selettivo delle dita. L'applicazione di questo test potrebbe rendersi utile come strumento di verifica in situazioni organiche e in particolare per l'approfondimento nelle forme disprassiche di competenza manuale. La possibilità di evidenziare specifiche carenze potrebbe meglio centrare l'intervento riabilitativo.

Ore 11,00 - 12,00
11. Test per valutare l'imitazione Gestuale delle Mani e prove pratiche
Questo test nasce dall’esigenza di mettere a punto uno strumento per le capacità di uso combinato delle mani prive di un specifico significato. Il test, standardizzato su 600 bambini dai 3 ai 9 anni, prevede l’applicazione di 15 posture delle dita delle due mani. La conoscenza del tipo di organizzazione della gestualità manuale permette una valutazione rapportata alle età e l’indirizzo d’aiuto per l’opportuno miglioramento delle competenze motorie delle mani.

Ore 12,00 - 13,00
Intervallo

Test specifici di competenze prassiche

 

Verranno presentati cinque test supportati da realizzazioni fatte da bambini nella norma e da bambini affetti da patologie motorie. L'applicazione e la valutazione dei test verrà istruita in termini pratici con esercitazioni per un valido apprendimento. Tutti i test sono stati standardizzati su campioni di diverse centinaia di bambini.

 

Ore 13,00 - 17,00

11. Prassie visuo-costruttive su modello grafico. Modello MC1

La prova indaga la capacità di comprensione e di esecuzione dei criteri di inclusione, esclusione e parziale sovrapposizione di due elementi. Il test è standardizzato su 500 casi dai 3 agli 8 anni. L'età di riferimento per il soggetto normale è dai 4 ai 7 anni.

 

12. Prassie visuo-costruttive su modello grafico. Modello MC2 e prove pratiche

La prova indaga la capacità di comprensione e di esecuzione dei rapporti euclidei, fattori essenziali per la rappresentazione di figure geometriche. Il test è stato standardizzato su un campione di 1200 casi dai 6 ai 12 anni. L'età di riferimento per il soggetto normale è dai 6 ai 12 anni.

 

13. Prassie visuo-costruttive su modello grafico. Modello MC3 e prove pratiche

La prova indaga la capacità di comprensione e di esecuzione dei rapporti tra figure geometriche e segmenti, l'integrità delle figure tra loro parzialmente sovrapposte, le inserzioni dei segmenti con le figure geometriche e l'asse che assume valore di mediana in una figura complessa e asimmetrica. Il test è stato standardizzato su un campione di 700 casi dai 7 anni all'adulto. L'età di riferimento per il soggetto normale è dagli 8 anni all'adulto.

 

14. Prassie visuo-costruttive su modello tridimensionale. Test dei cubi

Il test comprende dieci prove, ognuna costituita da un modello realizzato con alcuni cubi di legno che richiedono l'analisi dei rapporti tridimensionali di distribuzione dei cubi. Il test è stato standardizzato su un campione di 600 casi dai 4 ai 10 anni. L'età di riferimento per il soggetto normale è dai 4 ai 7 anni.

 

15. Prassie costruttive con modello stereognosico

Lo scopo del test è di verificare, in privazione delle informazioni visive, l'evoluzione delle prassie costrut­tive su modello stereognosico dai 4 ai 10 anni, adottando dei modelli già usati per lo studio delle prassie costruttive su modello tridimensionale. Il test è stato standardizzato su 600 bambini e può rappresentare un valido strumento per indagare le prassie nei non vedenti.

Problem solving

Gli studi sull'evoluzione della funzionalità prefrontale hanno privilegiato l'adul­to per la maggiore facilità d'indagine; per contro le diverse ricerche sulla funzionalità prefrontale infantile e la relativa evoluzione, pongono alcuni dubbi relativi alla difficile valutazione per l'attendibili­tà delle risposte o per la scarsa standardizzazione. Vengono presentati due test, uno richiede un'analisi dei dati e una  realizzazione in termini concreti, l'altro test richiede i processi d'astrazione e la capacità di lettura. Il confronto tra i due test ha dimostrato una più precoce evoluzione del primo rispetto al secondo.

 

16. Test del camioncino (problem solving tramite azione concreta).

La prova richiede, oltre alla comprensione delle caratteristiche dei sei elementi costitutivi, la giusta posizione e la corretta sequenza nella ricostruzione del camioncino. L'esecuzione richiede un buon sviluppo delle aree corticali prefrontali. Il test, applicabile anche ai soggetti che non hanno acquisito la lettura, è stato standardizzato su un campione di 700 casi dai 4 agli 11 anni. L'età di riferimento per il soggetto normale è dai 4 ai 9 anni.

 

17. Test della scena (probem solving tramite rappresentazione grafica).

L'obiettivo di questo test è quello di valutare l'analisi di un disegno (Test della Scena) tramite la richiesta di risposte usufruendo di un questionario che evidenzierà la capacità d'identificare su una figura sfondo alcuni elementi particolarmente rappresentativi del significato della scena e comprenderne il significato. Il test è stato standardizzato su 1500 individui, 300 per ciascuna delle fasce d'età 7-8, 8-9, 9-10, 10-11 e 11-12 anni. La distribuzione dei punteggi in rapporto alle cinque fasce d'età è stata armonica e tale da ritenere interessante il test per lo studio del "Problem solving" nei soggetti che abbiano già acquisito la lettura.

Ore 17,30 - 18,00
Verifica orale

Docente
Prof. Roberto Carlo Russo, neuropsichiatra Infantile e psicoterapeuta.

Destinatari

Il Seminario è indirizzato a neuropsichiatri infantili, psicologi, terapisti della neuropsicomotricità dell'età evolutiva e psicomotricisti. Saranno ammessi un massimo di  15 partecipanti. Verrà rilasciato un attestato.


Periodo
8 - 9 aprile 2017

Iscrizioni

telefonare a Intervision 02/316790 per confermare la disponibilità. Scheda d'iscrizione

 

Sede

CSPPNI S.r.l.- Centro Studi di Psicomotricità Psicologia e Neuropsichiatria Infantile - V.le Marche 93, Milano (dalla Stazione Centrale prendere Metro linea gialla, terza fermata Maciachini)

Costo

€ 200,00 + iva (= € 244,00)

L'attivazione del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 10 partecipanti; in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.

 

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4. L'aggressività in psicomotricità.

L'aggressività pone notevoli problemi in terapia psicomotoria spesso molto difficili da gestire; a volte crea dei circuiti auto-mantenentesi con negativi riflessi sulla progressione terapeutica. L'obiettivo del seminario è quello di porre in evidenza le diverse modalità dell'espressione aggressiva, il substrato delle dinamiche che la stimolano e le strategie di compenso e di superamento. Il programma si articola come segue.

 

                       L'aggressività in etologia

                           Basi neurofisiologiche dell'aggressività

                        La nascita dell'aggressività

                       Caratteristiche dell'aggressività

                      Fattori che influenzano l'aggressività

                    L'aggressività in terapia psicomotoria

Il nucleo del seminario sarà centrato sulle problematiche poste dall'aggressività in terapia che verranno discusse tramite l'analisi di sedute videoregistrate. L'obiettivo finale sarà quello di evidenziare le strategie migliori per farle evolvere nel rispetto dell'integrità e in accordo ai codici di adattamento sociale. L'obiettivo è quello di confronto con le diverse impostazioni relative alla problematica dell'aggressività; verrà data particolare importanza alla discussione sulle modalità di impostazione e di conduzione. Ogni caso verrà presentato con i dati più salienti della storia del bambino. Particolare riferimento verrà fatto all'indispensabile sostegno e collaborazione con i modelli familiari e sociali.

                                                          Programma dettagliato

prima giornata

Ore 09,00 Introduzione sul problema biologico dell'aggressività in etologia.
Ore 09,30 Basi neurofisiologiche dell'aggressività
Ore 09,50 La nascita dell'aggressività e le caratteristiche delle manifestazioni aggressive
Ore 10,30 Fattori ambientali che influenzano l'aggressività e la sua evoluzione in rapporto alle modifiche sociali.
Ore 11,00 Problematiche nella conduzione terapeutica e relative strategie
Ore 11,30 Lavoro in piccoli gruppi.
Ore 12,00 Discussione in plenaria sul lavoro dei gruppi.
Ore 12,30 Sospensione
Ore 13,30 Caso clinico: L'emergere dell'aggressività in adolescente inibito e relativa socializzazione (con video).    
Ore16,45  Lavoro in piccoli gruppi: studio delle dinamiche evidenziate e discussione sulla conduzione terapeutica.
Ore 17,30 Sintesi in plenaria dei lavori dei gruppi.
Ore 18,00 Termine della prima giornata

 

seconda giornata
Ore 09,00 Caso clinico: L'aggressività agita verso il terapista. (con video)
Ore 10,30 Lavoro in piccoli gruppi: studio delle dinamiche evidenziate e discussione sulla conduzione terapeutica.
Ore 11,15 Sintesi in plenaria dei lavori dei gruppi.
Ore 12,00 Sospensione
Ore 13,00 Caso clinico: Il problema dell'aggressività nell'instabile psicomotorio
Ore 14,00 Lavoro in piccoli gruppi: studio delle dinamiche e discussione sulle modalità di conduzione terapeutica.
Ore 14,45 Sintesi in plenaria dei lavori dei gruppi
Ore 15,30 Presentazione delle manifestazioni e genesi dell'aggressività in alcuni casi.
Ore 16,30 Dibattito finale sul problema dell'aggressività.
Ore 17,30 Verifica
Ore 18,00 Termine del Seminario.

Docente

Prof. Roberto Carlo Russo, neuropsichiatra Infantile e psicoterapeuta.

Destinatari

Il Seminario è indirizzato a terapisti della neuropsicomotricità dell'età evolutiva, psicomotricisti, psicologi e neuropsichiatri infantili.

Periodo

da stabilire


Iscrizioni

Saranno ammessi un massimo di  18 partecipanti. Verrà rilasciato un attestato.

Informazioni
Telefonare allo 02/66804556 al mattino dalle ore 8 alle 9 o dalle 12 alle 13.

Sede

CSPPNI S.r.l.- Centro Studi di Psicomotricità Psicologia e Neuropsichiatria Infantile - V.le Marche 93, Milano (dalla Stazione Centrale prendere Metro linea gialla, terza fermata Maciachini)

Costo

€ 200 + Iva (= € 244,00)

 

L'attivazione del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 10 partecipanti; in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.


Cima della pagina

 

5. Valutazione Psicomotoria e applicazione pratica di test evolutivi. 

Oltre alle competenze del neuropsichiatria infantile e dello psicologo è, ormai da più di 30 anni, entrata nell'iter diagnostico la figura dello psicomotricista. proveniente da Scuole di Formazione Psicomotoria spesso con impostazione professionale marcatamente differenziate. La realtà del bambino e dell'adolescente, essendo frutto di un lungo e complesso evolvere segnato dal vissuto di eventi e dall'interazione con i modelli parentali e sociali, necessita di una conoscenza approfondita delle problematiche evolutive, delle competenze relative all'età, della conoscenza delle fondamentali basi dei processi neuropsicologici, della organizzazione del movimento e dei relativi significati nella comunicazione corporea. Così come è importante la diagnosi neuropsichica e psicologica è altrettanto importante l'apporto diagnostico dello psicomotricista che nell'osservazione in specifici setting coglie in attività spontanee di gioco le caratteristiche della personalità, le modalità di porsi, l'organizzazione motoria, le strategie di adattamento e la relazione con l'altro. Data la variabilità di affronto della valutazione psicomotoria, elemento essenziale per una corretta impostazione terapeutica, risulta importante determinare una modalità comune, confrontabile e ripetibile di ciò che è importante valutare. Il Seminario presenta un protocollo del modello per l'osservazione e la valutazione psicomotoria, relativo modulo per la registrazioni dei dati e relativa possibilità di confronto a distanza per confermare l'evoluzione del processo terapeutico. Oltre l'osservazione sarà anche necessario potere conoscere una serie di test standardizzati per valutare alcune competenze specifiche qualora se ne presentasse l'utilità. Ad ogni presentazione verrà lasciato spazio per la discussione o altre specifiche.

Programma

1° giornata

Osservazione e Valutazione Psicomotoria

1. Introduzione al Seminario
Ore 9,00 - 9,10
Significati e modalità varie di osservazione, esami e valutazione psicomotoria. Perché un protocollo e quali obiettivi per la partecipazione diagnostica, per l'indicazione al tipo d'intervento e per l'identificazione degli obiettivi.

2. Nozioni generali sul movimento
Ore 9,10 - 12,00
2.1 Basi neurofisiologiche del movimento
2.2 Evoluzione ed emozionalità dell'atto motorio
2.3 Disturbi dell'organizzazione dell'atto motorio
Ore 12-12,30
Discussione: riflessioni e approfondimenti.

Ore 12,30 - 13,30
Intervallo

3. Osservazione e Valutazione Psicomotoria
Ore 13,30 - 18,00
3.1 Osservazione ed esami: quali obiettivi?
3.2 Basi e significatività per l'impostazione dell'Osservazione Psicomotoria

4. Protocolli
4.1 Protocollo per l'Osservazione Psicomotoria
4.2 Protocollo per la Valutazione Psicomotoria

5. Esempi pratici di Osservazione e Valutazione Psicomotoria
I casi tramite video vengono forniti dal conduttore del seminario e gestiti dai partecipanti

2° giornata

Test specifici di competenze motorie

Nella pratica clinica frequentemente risulta difficile trovare dei test specifici per alcune prove che spesso risultano importanti per valutare l'organizzazione del movimento. Verranno presentati quattro test supportati da realizzazioni fatte da bambini normali e affetti da patologie motorie. L'applicazione e la valutazione dei test verrà istruita in termini pratici con esercitazioni per un valido apprendimento. Tutti i test sono stati standardizzati su campioni di diverse centinaia di bambini.

Ore 9,00 -12,30
6. Test per valutare lo schema corporeo
Questo metodo esclude sia la denominazione di parti corporee toccate, sia l'identificazione di parti corporee nominate, in quanto questi dati possono essere frutto anche di un apprendimento meccanico. Per schema corporeo si intende la rappresentazione mentale dinamica del corpo, inteso come entità spaziale che viene progressivamente organizzata sulla base della sensibilità propriocettiva e della capacità organizzativa del movimento nello spazio. Il test valuta la capacità di localizzazione degli stimoli, lo sviluppo delle funzioni intenzionali, l'identificazione delle posture ad occhi chiusi, l'imitazione gestuale e apporta importanti dati al fine riabilitativo nelle situazioni di carenze informative e motorie. Il test è stato standardizzato su 800 casi dai 3 ai 7 anni.

7. Test per valutare l'equilibrio
Il test è costituito da tre semplici prove (posizione eretta a piedi uniti, con un piede davanti all'altro e su un piede solo) che vengono richieste a occhi aperti e a occhi chiusi al fine di conoscere l'incidenza della vista nel mantenimento di una postura antigravitaria. Le prove sono le stesse per qualsiasi età e sono valide anche per l'adulto. Il test è stato standardizzato su 1000 casi dai 3 agli 8 anni.

8. Test per valutare la capacità inibitoria
L'inibizione alla diffusione sincinetica, a parti corporee non intenzionalmente impegnate nell'atto motorio, è una condizione maturativa fondamentale per l'economia delle azioni, per procedere a usare due o più parti corporee sottese da un'unica funzione o per facilitare azioni complesse con l'aiuto di parti corporee non direttamente implicate nel significato dell'atto. Il test usufruisce della prova delle marionette effettuata con una sola mano alla volta. Le prove sono le stesse per qualsiasi età. Il test è stato standardizzato su 500 casi dai 3 agli 8 anni.

 

9. Test per valutare la prova indice-naso

Questa prova è particolarmente significativa in quanto richiede le partecipazioni funzionali di diverse strutture cerebrali. Permette la valutazione del coordinamento (inteso come organizzazione spazio-temporale dell'atto), del processo d'inibizione alla diffusione dello stimolo, dell'integrazione somatica, del processo di stabilizzazione antigravitario, della metria, del ritmo. Il test è stato standardizzato su 800 casi dai 3 agli 11 anni.

 

10. Test per valutare l'evoluzione dell'uso selettivo delle dita e l'imitazione dei gesti con le mani

Per poter usufruire delle abilità motorie delle dita è essenziale la conoscenza delle medesime,ma  il processo evolutivo per la programmazione delle diverse possibilità di gestirle, è molto lungo e si può considerare che raggiunge uno standard verso i 12 anni. Il test, costituito da 12 prove in gradiente di difficoltà, è stato standardizzato su 2400 bambini d'età compresa tra i 4 e i 12 anni, suddivisi in otto fasce d'età. L'evoluzione progressiva del punteggio convalida il test come scala di sviluppo per l'indagine sull'evoluzione dell'uso selettivo delle dita. L'applicazione di questo test potrebbe rendersi utile come strumento di verifica in situazioni organiche e in particolare per l'approfondimento nelle forme disprassiche di competenza manuale. La possibilità di evidenziare specifiche carenze potrebbe meglio centrare l'intervento riabilitativo.

Ore 12,30 - 13,30
Intervallo

Test specifici di competenze prassiche

 

Verranno presentati cinque test supportati da realizzazioni fatte da bambini nella norma e da bambini affetti da patologie motorie. L'applicazione e la valutazione dei test verrà istruita in termini pratici con esercitazioni per un valido apprendimento. Tutti i test sono stati standardizzati su campioni di diverse centinaia di bambini.

 

Ore 13,30 - 18,00

11. Prassie visuo-costruttive su modello grafico. Modello MC1

La prova indaga la capacità di comprensione e di esecuzione dei criteri di inclusione, esclusione e parziale sovrapposizione di due elementi. Il test è standardizzato su 500 casi dai 3 agli 8 anni. L'età di riferimento per il soggetto normale è dai 4 ai 7 anni.

 

12. Prassie visuo-costruttive su modello grafico. Modello MC2

La prova indaga la capacità di comprensione e di esecuzione dei rapporti euclidei, fattori essenziali per la rappresentazione di figure geometriche. Il test è stato standardizzato su un campione di 1200 casi dai 6 ai 12 anni. L'età di riferimento per il soggetto normale è dai 6 ai 12 anni.

 

13. Prassie visuo-costruttive su modello grafico. Modello MC3

La prova indaga la capacità di comprensione e di esecuzione dei rapporti tra figure geometriche e segmenti, l'integrità delle figure tra loro parzialmente sovrapposte, le inserzioni dei segmenti con le figure geometriche e l'asse che assume valore di mediana in una figura complessa e asimmetrica. Il test è stato standardizzato su un campione di 700 casi dai 7 anni all'adulto. L'età di riferimento per il soggetto normale è dagli 8 anni all'adulto.

 

14. Prassie visuo-costruttive su modello tridimensionale. Test dei cubi

Il test comprende dieci prove, ognuna costituita da un modello realizzato con alcuni cubi di legno che richiedono l'analisi dei rapporti tridimensionali di distribuzione dei cubi. Il test è stato standardizzato su un campione di 600 casi dai 4 ai 10 anni. L'età di riferimento per il soggetto normale è dai 4 ai 7 anni.

 

15. Prassie costruttive con modello stereognosico

Lo scopo del test è di verificare, in privazione delle informazioni visive, l'evoluzione delle prassie costrut­tive su modello stereognosico dai 4 ai 10 anni, adottando dei modelli già usati per lo studio delle prassie costruttive su modello tridimensionale. Il test è stato standardizzato su 600 bambini e può rappresentare un valido strumento per indagare le prassie nei non vedenti.

Problem solving

Gli studi sull'evoluzione della funzionalità prefrontale hanno privilegiato l'adul­to per la maggiore facilità d'indagine; per contro le diverse ricerche sulla funzionalità prefrontale infantile e la relativa evoluzione, pongono alcuni dubbi relativi alla difficile valutazione per l'attendibili­tà delle risposte o per la scarsa standardizzazione. Vengono presentati due test, uno richiede un'analisi dei dati e una  realizzazione in termini concreti, l'altro test richiede i processi d'astrazione e la capacità di lettura. Il confronto tra i due test ha dimostrato una più precoce evoluzione del primo rispetto al secondo.

 

16. Test del camioncino (problem solving tramite azione concreta).

La prova richiede, oltre alla comprensione delle caratteristiche dei sei elementi costitutivi, la giusta posizione e la corretta sequenza nella ricostruzione del camioncino. L'esecuzione richiede un buon sviluppo delle aree corticali prefrontali. Il test, applicabile anche ai soggetti che non hanno acquisito la lettura, è stato standardizzato su un campione di 700 casi dai 4 agli 11 anni. L'età di riferimento per il soggetto normale è dai 4 ai 9 anni.

 

17. Test della scena (probem solving tramite rappresentazione grafica).

L'obiettivo di questo test è quello di valutare l'analisi di un disegno (Test della Scena) tramite la richiesta di risposte usufruendo di un questionario che evidenzierà la capacità d'identificare su una figura sfondo alcuni elementi particolarmente rappresentativi del significato della scena e comprenderne il significato. Il test è stato standardizzato su 1500 individui, 300 per ciascuna delle fasce d'età 7-8, 8-9, 9-10, 10-11 e 11-12 anni. La distribuzione dei punteggi in rapporto alle cinque fasce d'età è stata armonica e tale da ritenere interessante il test per lo studio del "Problem solving" nei soggetti che abbiano già acquisito la lettura.

Docente
Prof. Roberto Carlo Russo, neuropsichiatra Infantile e psicoterapeuta.

Destinatari

Il Seminario è indirizzato a neuropsichiatri infantili, psicologi, terapisti della neuropsicomotricità dell'età evolutiva e psicomotricisti. Saranno ammessi un massimo di  15 partecipanti. Verrà rilasciato un attestato.


Periodo
Date da definire

Iscrizioni

telefonare a Intervision 02/316790 per confermare la disponibilità. Scheda d'iscrizione

 

Sede

CSPPNI S.r.l.- Centro Studi di Psicomotricità Psicologia e Neuropsichiatria Infantile - V.le Marche 93, Milano (dalla Stazione Centrale prendere Metro linea gialla, terza fermata Maciachini)

Costo

€ 200,00 + iva (= € 244,00)

L'attivazione del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 10 partecipanti; in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.

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6. Evoluzione e disturbi del movimento: dalle prime competenze alle prassie. Tipologie motorie, riflessi cognitivi e relazionali. La disprassia evolutiva. 17-18 ottobre 2015- con Crediti ECM per: TNPEE, Psicologi, Logopedisti, Terapista occupazionale, Tecnico della riabilitazione psichiatrica, Educatore professionale. Massimo 15 partecipanti.

Lo studio dell'evoluzione e dell'organizzazione degli schemi motori nel bambino, con tutte le loro variabili che vanno dalla norma, alla variante della norma e alla patologia, vengono spesso non sufficientemente approfondite, valutate e considerate nella loro espressività ludica e in rapporto ai differenti tipi di organizzazione motoria che influenzano le modalità delle acquisizioni cognitive e la relazione con l'ambiente.
L'organizzazione dell'atto motorio, nelle sue caratteristiche esecutive (l'orientamento spazio-temporale, l'inibizione alla diffusione degli stimoli e il processo d'integrazione somatica), le competenze di analisi visiva, l'adeguata conoscenza delle potenzialità di lavoro delle parti corporee, costituiscono le basi per l'evoluzione delle scelte motorie di adattamento alle variabili ambientali, premesse essenziali per accedere alle capacità prassiche. L'organizzazione neurofisiologica richiede: l'intenzione da parte delle aree prefrontali che svolgeranno anche una continua supervisione dei piani esecutivi e del risultato; la programmazione tramite la scelta e la combinazione sequenziale degli schemi motori (area premotoria, motoria supplementare e motoria) con la collaborazione dei nuclei della base; l'integrazione dei programmi con le competenze cerebellari; l'analisi delle informazioni visive integrate con i dati della sensibilità generale (aree 5 e 7 che invieranno alle aree premotorie, motoria supplementare e prefrontali, le condizioni posturali in atto e le condizioni esterne); il comando esecutivo realizzato dalle aree premotorie e motorie, secondo competenza; gli opportuni adattamenti posturocinetici tramite il sistema nucleo rosso-cervelletto e cervelletto-tronco dell'encefalo. La collaborazione armonica di tutti i processi elencati realizza l'attività prassica. L'attività prassica per essere tale deve essere rapida, precisa, economica e adattata alla situazione sulla base dei dati visivi, posturali e propriocinetici.
L'apporto dello psicomotricista, tramite l'osservazione in specifici setting ha favorito, in spontanee attività ludiche, la libera espressività del bambino, mettendo in evidenza alcune difficoltà motorie segmentali e/o globali, diversamente espresse a seconda del tipo di attività e/o di motivazione del bambino, condizionate da un disturbo nel processo evolutivo delle competenze motorie e in particolare di quelle prassiche.

L'obiettivo dell'evento è quello di portare ad una migliore capacità di analisi del movimento, delle sue variabili evolutive, delle scelte adattative, delle caratteristiche del disturbo specifico e dell'impostazione terapeutica per i disturbi prassici.

PROGRAMMA

Prima giornata

Ore 9,00 - 9,45
Basi neurofisiologiche del movimento.

Ore 9,45 - 10,30
Evoluzione ed emozionalità dell'atto motorio

Ore 10,30 - 11,15
Prassie: basi neurofisiologiche, caratteristiche funzionali e processo di lateralizzazione.

Ore 11,15 - 12,00
Variabilità dei disturbi dell'atto motorio nel processo evolutivo.

Ore 12,00 - 12,30
Disprassie evolutive.

Ore 13,30 - 14,00
Basi per l'approccio terapeutico delle disprassie.

Ore 14,00 - 14,45
Presentazione del caso clinico 1 con video.


Ore 14,45 - 15,15
Analisi dei dati e identificazione degli obiettivi (lavoro in piccoli gruppi)

Ore 15,15 - 15,45
Confronto/dibattito sul caso.

Ore 15,45 - 16,30
Presentazione del caso clinico 2 con video.

Ore 16,30 - 17,00
Analisi dei dati e identificazione degli obiettivi (lavoro in piccoli gruppi)

Ore 17,00 - 17,30
Confronto/dibattito sul caso.

Ore 17,30 - 18,00
Riflessioni e discussione sui casi presentati

Seconda giornata

Ore 09,00 - 09,45
Presentazione del caso clinico 3 con video.

Ore 09,45 - 10,15
Analisi dei dati e identificazione degli obiettivi (lavoro in piccoli gruppi)

Ore 10,15 - 10,45
Confronto/dibattito sul caso.

Ore 10,45 - 11,30
Presentazione del caso clinico 4 con video.

Ore 11,30 - 12,00
Analisi dei dati e identificazione degli obiettivi (lavoro in piccoli gruppi)

Ore 12,00 - 12,30
Confronto/dibattito sul caso.

Ore 13,30 - 14,15
Presentazione del caso clinico 5 con video.

Ore 14,15 - 14,45
Analisi dei dati e identificazione degli obiettivi (lavoro in piccoli gruppi)

Ore 14,45 - 15,15
Confronto/dibattito sul caso.

Ore 15,15 - 16,00
Presentazione del caso clinico 6 con video.

Ore 16,00 - 16,30
Analisi dei dati e identificazione degli obiettivi (lavoro in piccoli gruppi)

Ore 16,30 - 17,00
Confronto/dibattito sul caso.

Ore 17,00 - 17,30
Riflessioni generali sui casi presentati.

Ore 17,30 - 18,00
Verifica ECM

Docente
Prof. Roberto Carlo Russo, neuropsichiatra Infantile e psicoterapeuta.

Destinatari
Il Seminario è indirizzato a neuropsichiatri infantili, psicologi, psicomotricisti, terapisti della neuropsicomotricità dell'età evolutiva. Saranno ammessi un massimo di 15 partecipanti. Verrà rilasciato un attestato con i crediti per competenza.

Periodo 17-18 ottobre 2015

Informazioni
Telefonare al mattino al 02/66804556 al mattino.

Iscrizioni
elefonare a Intervision 02/316790

Sede
CSPPNI S.r.l.- Centro Studi di Psicomotricità Psicologia e Neuropsichiatria Infantile - V.le Marche 93, Milano (dalla Stazione Centrale prendere Metro linea gialla, terza fermata Maciachini)

Costo
€ 200,00 + iva (= € 244,00)

L'attivazione del seminario è subordinata alla iscrizione di un minimo di 10 partecipanti; in caso contrario la Direzione si riserva di comunicare la sospensione al più presto e verrà rimborsato solo la quota già versata.


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